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“L’ennesimo inganno!” Ecco cosa c’è dietro l’ultimo allarme Covid e come stanno manipolando i dati

Pubblicato il 11/09/2023 11:34 - Aggiornato il 11/09/2023 11:35

Cosa sta succedendo sul fronte Covid? Ci sono davvero le premesse per un nuovo allarme? A stare a sentire certi giornali ed esperti, già tornati in massa ad affollare le tv italiane, sì. Le ultime settimane sono state un susseguirsi incessante di toni sempre più preoccupati, con numeri sui contagi nuovamente sciorinati a ogni occasione buona e appelli che interessato soprattutto le scuole: attenti agli assembramenti al rientro in aula, torniamo a pensare all’utilizzo di mascherine. Visto il clima, si potrebbe pensare che i numeri siano totalmente negativi, drammatici. E invece, come raccontato da Alessandro Rico sulle pagine della Verità, i dati sembrano descrivere una situazione totalmente diversa, per nulla in linea con quello che ascoltiamo e leggiamo quotidianamente. (Continua a leggere dopo la foto)
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I media hanno insistito, di recente, soprattutto su un punto: +44% nei contagi. “Vero – ha spiegato Rico – ma sapete a quanto ammontano le infezioni, in cifre assolute? A 21.316. In una settimana. Dopodiché siccome in ogni resoconto entrano sia gli individui che contraggono il Sars-Cov-2 sia quelli che se ne liberano, risulta che gli attualmente positivi siano cresciuti del 6,2% (7.698 unità). In totale nel nostro Paese ce ne sono 132.133″. Non proprio, insomma, il numero monstre che vorrebbero farci credere. (Continua a leggere dopo la foto)

Rico ha quindi tracciato un parallelismo: “Considerando che ogni anno le sindromi simil-influenzali colpiscono il 9% della popolazione, quinti intorno ai 5 milioni e mezzo di persone, a questi ritmi saremmo in linea o al di sotto dei flussi stagionali“. Quello che i numeri sembrano evidenziare, insomma, è “un panico infondato nel quale vogliono gettarci le prefiche dell’ormai sepolto regimetto sanitario”. (Continua a leggere dopo la foto)

“I ricoverati con sintomi sono 1.872 in tutta la Penisola, 213 sono finiti in corsia nell’ultima settimana per un 12,8% in più. Tra dimessi e guariti, però, si è rilevato un aumento molto più consistente: +33,6%. Significa che 15.517 persone non corrono più pericoli. I malati gravi, per fortuna, sono una sparuta minoranza: in terapia intensiva sono stati ricoverati 10 nostri connazionali negli ultimi sette giorni. Nel complesso, sono in rianimazione 49 persone”. Ad eccezione delle persone più fragili, che farebbero bene ad alzare la soglia dell’attenzione, secondo il giornalista non sembrano dunque esserci affatto le condizioni allarmistiche create dalla stampa: “A volte l’ipocondria può essere più pericolosa del Covid”.

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