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Super Green pass, rivolta degli alberghi contro il governo

Tra le mille follie che ci sono dietro al Super green pass (a partire dal nome), c’è anche quella legata alle conseguenze per l’intero settore alberghi italiano. La misura, infatti, preoccupa gli operatori del settore perché, affermano, “rischia di chiudere le porte dell’Italia a milioni di cittadini stranieri che sono stati immunizzati con un vaccino non riconosciuto dall’Autorità europea”. È il commento della Federazione degli albergatori di Confcommercio alla misura del Super Green Pass, contenuta nel decreto dedicato alle disposizioni relative al Covid. (Continua a leggere dopo la foto)

“Per tal via – prosegue la nota della Federalberghi – saranno avvantaggiati i paesi concorrenti, che attendono a braccia aperte i milioni di turisti stranieri (asiatici, russi, brasiliani, etc.) che l’Italia si appresta a respingere. Si tratta di una nuova mazzata che si abbatte sul settore, dopo che la Banca d’Italia ha certificato che nei primi otto mesi del 2021, la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia è diminuita di quasi 19 miliardi di euro, con un calo del 61,4% rispetto al 2019″, prosegue l’ente. (Continua a leggere dopo la foto)

“Un ulteriore problema – afferma la Federalberghi – riguarda chi viaggia per lavoro. Apprendiamo dalle cronache che per accedere ai luoghi di lavoro sarà sufficiente il green pass semplice. La logica vuole che la medesima deroga debba essere accordata a chi viaggia per motivi di lavoro e ha bisogno di pernottare fuori casa”, quindi negli alberghi. (Continua a leggere dopo la foto)

“Tra questi, spesso vi sono gli esponenti delle forze dell’ordine e gli addetti alle attività di trasporto. Senza dimenticare che non sono rari i casi di persone che soggiornano stabilmente presso strutture ricettive, per ragioni di lavoro, di studio o di salute. Ultimo, ma non meno importante – conclude la nota – eventuali vincoli che saranno applicati alle strutture ricettive ufficiali, devono essere validi anche per gli affitti in locazione breve. Se non si seguisse questa strada, al danno si aggiungerebbe la beffa: sarebbero scoraggiati i soggiorni nelle strutture ufficiali, che rispettano le regole, applicano rigorosi protocolli di sicurezza e pagano gli stipendi, mentre verrebbero incentivati i soggiorni presso alloggi che sfuggono a ogni regola e si sottraggono a ogni controllo”.

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