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“Così media e scienza sono al servizio di Big Pharma e politica”. L’attacco del prof Agnoletto

Pubblicato il 22/12/2021 09:42

Vittorio Agnoletto, medico stimatissimo, docente di Globalizzazione e Politiche della Salute all’Università degli Studi di Milano, già presidente nazionale di LILA (Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS), nonché portavoce del Genoa Social Forum al G8 del 2001, è anche conduttore di “37, 2°”, che va in onda su Radio Popolare. E lì, proprio nel corso di una diretta, Agnoletto ha parlato del complesso rapporto tra politica, scienza e informazione nell’era del Covid-19, lanciando un durissimo attacco ripreso da Affari Italiani. Agnoletto afferma che la scienza si è messa al servizio della politica e i media mainstream assomigliano a megafoni delle case farmaceutiche. Parole durissime. “Il primo errore è stato confondere le aree di intervento dell’informazione, della scienza e della politica. La scienza è importante, ma deve rimanere nel suo ruolo”. (Continua a leggere dopo la foto)

Continua Agnoletto: “La scienza deve dire: ‘Fino a qui abbiamo delle certezze, da qui in poi abbiamo delle ipotesi da verificare, oltre abbiamo dei punti di domanda ancora da esplorare totalmente’. A quel punto la comunicazione deve fare un lavoro molto complesso: trasformare queste informazioni tecnico-scientifiche in un linguaggio comprensibile da tutti, stabilendo certamente quali sono le notizie da dare per prime, quelle in secondo e quelle in terzo piano, ma cercare di passare tutte quelle fondamentali. La politica, di fronte a quei dati scientifici, deve assumersi le responsabilità, il diritto e dovere di decidere senza piegare la scienza ai propri desiderata. E la scienza non deve farsi piegare ai desiderata della politica”. (Continua a leggere dopo la foto)

Alla domanda se effettivamente la scienza si sia piegata alla politica dallo scoppio della pandemia ad oggi, Agnoletto ha risposto: “Totalmente! È questo il punto: la scienza (in gran parte, poi ci sono sempre le eccezioni) si è lasciata andare a dire quello che la politica in quel momento voleva sentirsi dire”. Agnoletto ha citato anche alcuni casi nei quali ciò è successo: “Ad esempio dicendo che saremmo arrivati all’immunità di gregge, oppure che con il vaccino avremmo potuto tutti fare una vita tranquilla, oppure ancora l’esaltazione degli Open Day di Astrazeneca”. (Continua a leggere dopo la foto)

Continua Agnoletto: “Per chiunque si occupi di sanità pubblica, gli Open Day di Astrazeneca sono un controsenso, perché gli interventi di sanità sono rivolti alla singola persona: per ognuno bisogna valutare se un vaccino va bene oppure no, che patologie pregresse abbia, che allergie abbia e via dicendo. Non sono una festa popolare nella quale la gente si mette in coda, ‘avanti uno e dietro quell’altro’! In più: è vero che avevamo dei residui forti di Astrazeneca, ma questo non era sufficiente per dire che andavano utilizzati su una popolazione rispetto alla quale erano già uscite delle ricerche che dicevano che non era il vaccino più adatto. E la scienza su tutto questo ha taciuto, è stata zitta, e questo non va assolutamente bene”. (Continua a leggere dopo la foto)

Nel corso della trasmissione “Prisma”, Agnoletto ha aggiunto che “la politica aveva bisogno di dire che avevamo un vaccino che con una sola somministrazione risolveva tutto (Johnson & Johnson) e la scienza le è andata dietro. Ma questo è un punto molto molto importante: la divisione dei ruoli. Non parliamo dei media mainstream: sono ormai diventati dei megafoni dei comunicati-stampa delle aziende farmaceutiche! Non c’è nessun tentativo di approfondimento, di scavare. Ma dietro – a parte i problemi di dipendenza e di conflitti di interesse col potere delle Big Pharma – c’è un’idea: considerare i cittadini e le cittadine italiane un po’ come bambini, come incapaci di assumersi delle responsabilità”. (Continua a leggere dopo la foto)

Agnoletto conclude parlando dei troppi silenzi sugli effetti collaterali dei vaccini. “Io non credo che sia un’opera utile che i grandi media tacciano degli effetti collaterali delle vaccinazioni. Gli effetti collaterali ci sono, e se sono spiegati, relativizzandoli anche nella loro numerosità (cioè nell’incidenza che hanno sulle persone vaccinate), spiegando anche che il rapporto tra rischio e beneficio è comunque favorevole a quest’ultimo, se si spiega che chi ha certe patologie pregresse è bene che faccia il vaccino in ospedale e che si consulti prima con un medico, ecc., non solo ridurremmo gli effetti collaterali, ma manderemmo un messaggio più corretto, che in qualche modo tranquillizza le persone, ma soprattutto stabilisce un rapporto di verità”.

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