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“Aerei non sicuri”. Trovato morto l’ingegnere che denunciò la Boeing. Cosa sta succedendo

Pubblicato il 12/03/2024 10:42

Scoppia un nuovo giallo negli Stati Uniti per la morte di John Barnett, un nome che a molti dirà poco, ma che in realtà ci riguarda molto da vicino. Barnett era un ex dipendente del colosso aerospaziale statunitense Boeing che aveva denunciato pubblicamente violazioni degli standard di sicurezza nei processi di produzione degli aerei di linea della compagnia. Aerei su cui viaggiano – viaggiamo – a milioni ogni giorno. Ebbene, dopo questa pesantissima denuncia, l’uomo è stato ritrovato senza vita. Il 62enne ingegnere con oltre trent’anni di carriera in Boeing, durante i quali aveva anche assunto il ruolo di responsabile della qualità, è morto sabato 9 marzo. La versione ufficiale peral di “ferita di arma da fuoco autoinflitta”. Ma per molti non è così, è solo l’ennesimo caso di persona “suicidata”. (Continua a leggere dopo la foto)
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John Barnett ha lavorato per Boeing per 32 anni, nel 2017 è andato in pensione. Nei giorni precedenti la sua morte, Barnett aveva testimoniato in una causa contro la società, la quale intanto si dice “rattristata” dalla notizia della sua scomparsa. Come ricostruisce Today, Barnett dal 2010 ha lavorato come responsabile della qualità presso lo stabilimento di North Charleston (Carolina del Sud), realizzando il “787 Dreamliner”, un aereo di linea all’avanguardia utilizzato principalmente su rotte a lungo raggio. Nel 2019, dichiarò alla Bbc che “i lavoratori sotto pressione sulla linea di produzione avevano deliberatamente montato parti che non rispettavano gli standard di sicurezza sugli aerei”. Ha anche affermato di aver scoperto seri problemi con i sistemi di ossigeno a bordo: una maschera respiratoria su quattro non funzionerebbe in caso di emergenza. Accuse, insomma, pesantissime. (Continua a leggere dopo la foto)

Barnett allertò i dirigenti, ma secondo lui non fu intrapresa alcuna azione. La società Boeing, dal canto suo, ha sempre negato le sue affermazioni. Ma una revisione del 2017 da parte dell’ente regolatore statunitense, la Federal aviation administration (Faa), ha confermato alcune delle preoccupazioni di Barnett. E così è stato ordinato a Boeing di intraprendere azioni correttive. “Dopo essere andato in pensione, ha intrapreso una lunga azione legale contro l’azienda, accusandola di denigrarlo e di ostacolare la sua carriera a causa dei problemi da lui segnalati”. Anche queste accuse sono state respinte dalla Boeing, fino al tragico epilogo del “suicidio”. Sabato scorso avrebbe dovuto essere sottoposto ad un ulteriore interrogatorio, ma non si è presentato. Sono dunque scattate le ricerche, fino a quanto è stato trovato morto nel parcheggio di un hotel.

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