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“Abbandonata su una barella accanto a un morto”: l’ennesima testimonianza choc da un ospedale italiano

Pubblicato il 21/06/2022 09:55

Pazienti lasciati sporchi, senza vestiti, abbandonati a loro stessi. Alcuni addirittura sistemati nelle vicinanze di un uomo deceduto, lasciato a sua volta in bella vista, senza che nessuno se ne curase. Una testimonianza choc quello di Antonella Vittore, 47 anni, funzionaria di un ente pubblico che ha deciso di raccontare alle pagine del Corriere della Sera la sua drammatica esperienza all’interno dell’ospedale San Camillo di Roma, nella speranza che possa servire “a rendere i politici più consapevoli che la sanità pubblica non è cosa loro e non può essere gestita come altri settori, ma deve essere all’altezza di un Paese civile e al servizio di tutti noi che paghiamo le tasse”.

La donna era arrivata in ospedale la sera del 24 maggio 2022 dopo un incidente in motorino, nel quale si era rotta l’alluce. “A bordo dell’ambulanza ho trovato infermieri gentili, ma un disorientamento totale. È partito il circo per capire dove portarmi, visto che necessitavo di un ospedale dotato sia di un reparto di ortopedia sia di uno di chirurgia degli arti. Per questo siamo passati prima al Santo Spirito e poi al Fatebenefratelli, sull’isola Tiberina, dove ci hanno respinti. Tempo perso. Altra sofferenza. Fino a che, attorno alle 20.30, finalmente arriviamo al San Camillo…”.

Per Antonella, entrare nell’ospedale è stato “come varcare la porta dell’inferno. Sono stata messa su una barella e portata in quello che chiamano ‘la zona nuova del PS’. Praticamente uno stanzone-bunker in cui c’erano più o meno 60 malati. I telefonini non prendevano. Ho avuto subito una crisi di pianto. Nessuno si è degnato di chiedermi qualcosa, almeno mi avrebbe infuso coraggio. Molti anziani erano in evidente stato di scompenso mentale. Una signora, fratturata al femore, era stata legata al letto e ha parlato ad alta voce tutta la notte. Altri si lamentavano urlando, io imploravo un antidolorifico che mi hanno dato soltanto alle 8 del giorno dopo…”.

“Un fatto in particolare mi ha turbata, non lo dimenticherò mai – ha aggiunto Antonella – Sulla barella vicina alla mia c’era un signore con un colorito stranissimo. Lo guardavo e pensavo che dovesse stare proprio male… Sembrava morto… Ebbene, ho realizzato solo dopo un po’ che era morto davvero. È rimasto lì per oltre un’ora. Scoperto. Sulla settantina, a torso nudo. La faccia al soffitto, gli occhi vitrei. I fogli dell’Ecg erano linee piatte srotolate e ce n’erano almeno cinque metri, segno che era successo da parecchio. Poi sono venuti due infermieri che l’hanno coperto e portato via”.

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