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Pensioni, rischiamo il fallimento. Ecco chi le paga e chi le incassa davvero:”Così il sistema finisce schiacciato”

Pubblicato il 04/01/2023 15:14 - Aggiornato il 05/01/2023 12:07

Un sistema pensionistico in grande difficoltà, a causa dei grandi fenomeni demografici come la denatalità, l’allungamento della vita media e l’alto tasso di italiani ancora esclusi dal mondo del lavoro. E che rischia di finire schiacciato sotto il peso dell’assistenza. Questo il quadro emerso dall’ultimo rapporto pubblicato dall’Osservatorio di Itinerari Previdenziali guidato da Alberto Brambilla, secondo il quale quasi la metà delle prestazioni erogate dall’Inps sarebbero assistenziali. Stando ai numeri riportati da Libero Quotidiano, su 16 milioni e 98 mila pensionati, ben 7 milioni e 277 mila sarebbero assistiti. Per la precisione, “il 44% delle prestazioni sono assistenziali, mentre nel rimanente 56% rientrano le pensioni di invalidità da lavoro”. Nel periodo che va dal 2008 al 2021 si sarebbe verificata una vera e propria esplosione della spesa a carico della fiscalità generale. (Continua a leggere dopo la foto)

Mentre nel 2008 la spesa per l’assistenza era infatti pari a 54 miliardi di euro, nel 2021 secondo l’Osservatorio avrebbe raggiunto quota 144 miliardi, cifra alla quale vanno aggiunti anche 11 miliardi di spesa per l’assistenza sociale a carico degli enti locali. Il risultato? “La spesa sociale è ormai pari alla spesa per le pensioni”. Ma con una differenza sostanziale. (Continua a leggere dopo la foto)

Le pensioni sono infatti finanziate con i contributi di scopo versati dai lavoratori, mentre l’assistenza è interamente a carico dei contribuenti che dichiarano oltre 35 mila euro di reddito lordo annuo, inclusi moltissimi pensionati, e pagano le tasse. La forbice esistente tra spesa assistenziale, gettito Irpef, redditi degli italiani e Pil tende, purtroppo, ad allargarsi. (Continua a leggere dopo la foto)

Di pari passo con l’esplosione della spesa sociale, però, è aumentata anche la povertà: le persone in povertà assoluta sono cresciute infatti dai 2,11 milioni del 2008 ai 4,59 milioni nel 2019, prima che il Covid peggiorasse ulteriormente le cose. Secondo Libero a pesare sono, tra le altre voci, i “baby pensionati” , i 280 mila pensionati stranieri e gli immigrati che per motivi assistenziali sono liberi di chiedere l’assegno sociale dopo 10 anni di soggiorno in Italia e al compimento dei 67 anni.

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