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15 commissioni speciali e 450 esperti. L’inutile attraverso il difficile

Al concetto di semplificazione viene data una particolare interpretazione dal governo. Ci sono più di 800 persone che operano per l’emergenza, tra politici, dirigenti e tecnici delle amministrazioni, centrali, regionali e comunali, scienziati, manager, economisti, docenti universitari, esperti di dati e tecnologie. 15 sono le commissioni speciali istituite a livello centrale con oltre 450 esperti e 30 a livello locale con almeno altri 400 componenti. All’inizio, il 22 gennaio era presente solo la task force per la salute. Adesso i numeri lievitano.

“Il sole 24 ore” fornisce una descrizione dettagliata della non-retecreta. Tutto sembra “Babele” all’interno della quale ognuno parla il proprio linguaggio. Non ci sono gerarchie e ordine. Tant’è che nei palazzi romani della politica circola la battuta: “Servirebbe una task force che coordini le task force.” La task force che coinvolge un maggior numero di persone è quella ministero e istruzione, con ben 100 esperti. Per fronteggiare l’emergenza educativa Azzolina ha costituito due squadre una per il presente e una per il futuro. Un rapporto di Openpolis ha censito ben 212 provvedimenti adottati a livello centrale da 16 entità per gestire l’epidemia. Senza contare le decisioni adottate a livelllo regionale e comunale. 

Abbiamo imparato nel corso degli eventi che si sono susseguiti dall’inizio della vicenda covid-19 che spesso le soluzioni più efficaci sono quelle più semplici e lineari. Abbiamo visto come la tempestività giochi un ruolo fondamentale quando si tratta di emergenza. La burocrazia è una folle pretesa che schiaccia il sistema come non mai, soprattutto in giorni difficili come questi. Se questo voleva dire semplificare e mettere  ordine, il “caos generato” finora è solo l’inizio.

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