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“Segreto militare”, così il Consiglio di Stato seppellisce la verità sull’emergenza Covid

Pubblicato il 16/04/2022 12:41

Siamo addirittura arrivati al segreto militare. E questo già dovrebbe farci capire molte cose. Nella giornata di martedì 12 aprile il Consiglio di Stato ha infatti messo la parola fine sulla mancata zona rossa ad Alzano e Nembro. I magistrati Luigi Maruotti e Giovanni Pescatore, dopo aver letto la relazione firmata dal capo della Polizia, si sono convinti delle “rilevanti e apprezzabili esigenze di riservatezza” invocate dal Ministero dell’Interno. Che vuol dire? Come spiega Bergamo News, “lo Stato, dunque, non deve rivelare per quale motivo decise di inviare 400 militari all’imbocco della Val Seriana tra il 5 e l’8 marzo 2020, prima di richiamarli senza mai istituire la zona rossa come avvenne invece nei primi Comuni colpiti nel Lodigiano”. (Continua a leggere dopo la foto)

Il Consiglio di Stato sposa quindi la linea del Governo, attribuendo all’iniziativa un carattere militare: per contrastare il Covid – si legge – “sono stati impiegati gli stessi contingenti di Forze armate addetti all’operazione ‘Strade Sicure’, il cui utilizzo è stato disposto in attuazione delle direttive generali di pianificazione annuale, in relazione alle quali sussiste un’esigenza di riservatezza volta a secretare le linee della programmazione strategica di impiego delle risorse umane e strumentali”. Una posizione che di fatto nega l’accesso ai documenti di quei giorni e la possibilità di avere una spiegazione ufficiale come richiesto dall’Agenzia di stampa italiana. (Continua a leggere dopo la foto)

Spiega ancora Bergamo News: “L’ultimo atto di un anno e mezzo di pronunce opposte da parte della giustizia amministrativa: l’invio di ‘unità aggiuntive in determinati territori dei comuni della Bergamasca è stato rimesso alla programmazione generale annuale e alla disciplina ordinaria, sicché la richiesta di accesso andrebbe di fatto a investire un livello di programmazione strategica di più vasta portata e, come tale, inattingibile da un livello di acquisizione parziale”. L’avvocato Consuelo Locati, a difesa dei parenti delle vittime del Covid, è durissima: “L’autorità giudiziaria avrebbe dovuto spiegare perché l’operazione di contenimento del virus sia correlata con ‘Strade Sicure contro la criminalità organizzata’, a noi rimane incomprensibile”. (Continua a leggere dopo la foto)

Attacca ancora Locati: “Avrebbe dovuto chiarire perché questa correlazione sia applicabile solo ai comuni della Bergamasca e non sia stata ravvisata nel Lodigiano. Negare la fruibilità di atti che hanno avuto un impatto devastante sui cittadini dei territori bergamaschi per una ragione che ci appare permanere inconferente rispetto alla richiesta, ancora una volta lascia l’amaro in bocca a chi da due anni chiede trasparenza, verità e giustizia”.

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