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Parestesie, dopo migliaia di segnalazioni Ema riconosce la possibile correlazione al vaccino

Pubblicato il 09/11/2021 10:03

Continua ad allungarsi, anche ufficialmente, l’elenco delle malattie e dei danni collaterali provocati dai vaccini anti-Covid. In particolare oggi si parla di parastesia. Noi lo diciamo da tempo, poiché di segnalazioni così da parte dei cittadini sul gruppo Facebook “Danni Collaterali” ne abbiamo ricevute tantissime. Nell’ultimo aggiornamento sulla sicurezza vaccinale del 6 ottobre scorso, l’Ema ha dunque riferito tra le reazioni avverse per il vaccino Pfizer anche i casi di parestesie. Ed era ora. Il Comitato di valutazione rischi per la farmacovigilanza (PRAC) ha segnalato quasi 22mila casi di parestesie e ipoestesie su circa 1 miliardo e 220mila dosi somministrate nel mondo del vaccino Pfizer. (Continua a leggere dopo la foto)

Come spiega La Bussola, il 75% di queste segnalazioni riferiscono di una comparsa dei sintomi il giorno dopo la vaccinazione. In ragione di questo, il PRAC ha detto che le parestesie «dovrebbero essere aggiunte alle informazioni sul prodotto come effetti collaterali di Comirnaty». “Si tratta di un’informazione che apre uno squarcio importante sulla condizione di tante persone che da mesi lamentano reazioni avverse e dolorose al vaccino e non diagnosticate: bruciori, sensibilità alterata dei nervi, degli arti, dolori diffusi”. (Continua a leggere dopo la foto)

In questi mesi La Bussola ha raccontato le storie delle tante – soprattutto donne – le quali, dopo aver fatto il vaccino, si sono ritrovate la vita sconvolta da questo tipo di sintomi invalidanti, col timore che siano permanenti. “Oggi le loro storie sono diventate il Comitato Ascoltami, che chiede di essere preso sul serio dai medici ai fini anzitutto di ottenere una diagnosi sul loro disturbo. Per la verità, un grosso ascolto non l’hanno ancora ottenuto, salvo alcuni servizi televisivi di Marianna Canè della trasmissione Fuori dal Coro condotta da Mario Giordano, che ha dato loro voce cercando di rompere quel muro di omertà che impedisce a questi malati speciali di essere considerati tali, diagnosticati e curati”. (Continua a leggere dopo la foto)

Scrive il quotidiano: “Fino a ieri l’assenza di un qualunque riferimento negli atti degli enti regolatori, Aifa e Ema in primis, ha sempre inibito, infatti, qualunque iniziativa medica per arrivare a una diagnosi vaccino-correlata. Come a dire: questi sintomi non sono riportati in letteratura, dunque scordatevi qualunque tipo di riferimento al vaccino. Il refrain che molte si sono sentite ripetere è stato «esclusa correlazione» o al massimo, «non posso escluderla, ma non mi azzardo a dirlo»”. (Continua a leggere dopo la foto)

Adesso deve cominciare il secondo step, “quello dell’indagine sulle cause di queste parestesie, che sono disturbi della sensibilità o sofferenze di tipo irritativo delle fibre nervose sensitive, quasi sempre di tipo infiammatorio. «La parestesia è sicuramente un sintomo da non sottovalutare – spiega alla Bussola il professor Paolo Bellavite (in foto) – soprattutto se intensa e dura nel tempo. In generale, può dipendere da varie alterazioni dei tessuti, come ad esempio da problemi vascolari (di minore circolazione) o neurologici. Queste patologie si curano tanto meglio quanto prima sono riconosciute»”. (Continua a leggere dopo la foto)

Secondo Bellavite, l’inserimento di queste parestesie tra le reazioni avverse nel vaccino è importante – al pari delle miocarditi e delle trombocitopenie già riportate – per andare a completare il quadro degli elementi che servono per arrivare a una correlazione da vaccino. “«Ci prendono per pazze», era il loro grido di allarme. Adesso ascoltarle è un imperativo, campagna vaccinale permettendo perché il riconoscere questi disturbi che possono essere anche invalidanti, soprattutto se non curati subito, può mandare in crisi la narrazione sbilanciata del rapporto rischi/benefici che ha spinto indiscriminatamente alla vaccinazione di massa”.

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