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“Vaccini, le reazioni avverse sono 640 volte più di quanto riportate dall’Aifa”: l’allarme dell’esperto

Pubblicato il 11/02/2022 13:56

Si è fatto attendere parecchio, l’ultimo report realizzato dall’Aifa sugli effetti avversi dei vaccini e sulle segnalazioni in merito da parte della popolazione. Tanto da far credere, a un certo punto, che non avremmo più avuto modo di accedere al documento. Alla fine, i numeri ci sono invece stati presentati, ma non hanno mancato di scatenare polemiche circa la loro effettiva attendibilità. Con tanto di accuse precise all’Agenzia del farmaco italiana: “Il reale numero di reazioni, anche gravi, successive all’inoculazione dei vaccini è in realtà molto più alto”.

Attraverso le pagine della Verità, a puntare il dito contro l’Aifa e i suoi dati è stato il professor Alberto Donzelli, specialista in igiene e medicina preventiva e componente della Commissione medico scientifica indipendente (Cmsi) che da mesi chiede invano un confronto con il Cts. Una contestazione che parte dai dati del programma di sorveglianza attiva V-Safe negli Stati Uniti, pensato proprio per monitorare gli effetti avversi. Confrontando i numeri, emerge come la nostra Agenzia del Farmaco avrebbe “sottostimato di 640 volte le reazioni avverse”.

“Se consideriamo solo i ricoveri conseguenti alle reazioni gravi – ha spiegato Donzelli – proiettati sulla popolazione italiana sarebbero circa 14.000 dopo la prima dose di Pfizer o Moderna e 18.000 dopo la seconda. E mancherebbe il conteggio delle ospedalizzazioni dopo il booster”. Invece di assecondare l’Aifa e i suoi toni trionfali, dunque, secondo il professore bisognerebbe chiedersi perché nel nostro Paese le segnalazioni siano così poche, rispetto agli altri Stati.

Mancano ancora, infine, dati veramente affidabili sulle conseguenze della vaccinazione nei bambini: quelli tra i 5 e gli 11 anni hanno iniziato a essere immunizzati lo scorso 15 dicembre, ma i numeri Aifa si fermano al 26 dicembre. Impossibile dunque affermare, al momento, quale sia l’effettivo tasso di effetti avversi riscontrati nei più giovani. Nel frattempo, però, si procede con le somministrazioni.

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