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“Come per il Covid”. La folle soluzione dell’Ue per la crisi energetica: cosa vogliono farci fare

Pubblicato il 10/03/2022 09:15

L’Ue e la Nato non sono riusciti a risolvere la crisi ucraina. Putin sta facendo il bello e il cattivo tempo, perché piaccia o non piaccia lui è un politico e ha una visione, mentre nell’Unione Europea e negli Stati Uniti ci sono solo marionette. E il prezzo di questa incompetenza ora lo pagheranno i cittadini, a caro prezzo. Basta avvicinarsi a una pompa di benzina per rendersene conto o aprire una qualsiasi bollette di luce e gasa. Il danno ormai è fatto, ma c’è tempo per rimediare. Cosa pensa di fare quindi l’Ue? Nulla. E sapete qual è la loro soluzione? Dire ai cittadini di abbassare i riscaldamenti e consumare meno gas. Ci risiamo, ecco di nuovo il fantasma della gestione Covid. I leader dei 27 Paesi, tra cui ci siamo nostro malgrado anche noi (a meno fino a quando ItalExit non riuscirà nell’impresa di salvare l’Itala dal cappio dell’Europa), discuteranno di come ridurre il prima possibile la dipendenza dal gas russo e prenderanno in considerazione le proposte ambiziose della Commissione che puntano a liberare l’Ue di 2/3 del gas russo entro l’anno. (Continua a leggere dopo la foto)

Come spiega Il Tempo, “il tema della dipendenza dagli idrocarburi di Mosca si era posto anche nel 2014, con l’annessione della Crimea, e anche allora i paesi europei sostenevano la necessità di trovare fonti di approvvigionamento alternative. Il risultato è stato che da allora le importazioni di gas russo sono aumentate fino ai 155 miliardi di metri cubi di oggi. I leader domani si impegneranno a ‘diversificare le nostre forniture e rotte anche attraverso l’uso del Gnl e lo sviluppo di biogas e idrogeno; accelerare lo sviluppo delle rinnovabili e la produzione delle loro componenti chiave, e snellire le procedure autorizzative per i progetti energetici’. Ma anche a conseguire un ‘miglioramento dell’interconnessione delle reti europee del gas e dell’elettricità e la piena sincronizzazione delle nostre reti elettriche” nonché a “garantire livelli sufficienti di stoccaggio del gas e predisporre operazioni coordinate di riempimento; monitorare e ottimizzare il funzionamento del mercato elettrico’”. (Continua a leggere dopo la foto)

Questo a parole. Nei fatti? “Si inizia a prospettare l’idea che serva un riduzione dei consumi, come nella crisi petrolifera del ’73 che portò all’Austerity energetica. Nella comunicazione della Commissione si stimava che abbassando il termostato di 1 grado si potrebbero risparmiare 10 miliardi di metri cubi entro fine anno. Borrell ha chiesto a tutti di fare uno sforzo per ridurre il consumo di gas, ‘proprio come riduciamo il consumo di acqua in caso di siccità e proprio come quando indossiamo una maschera per combattere il virus‘”. (Continua a leggere dopo la foto)

Perché “quello che abbiamo fatto contro il Covid-19, lo dobbiamo fare per l’Ucraina. Deve essere una mobilitazione degli spiriti”. Appello raccolto subito dalla padrona di casa, Roberta Metsola, che ha annunciato di aver fatto abbassare di un grado i riscaldamenti dell’edificio del Parlamento europeo. “Quando parliamo di libertà e democrazia, questo ha un costo e alla nostra popolazione deve essere detto qual è il costo”, ha detto. Ormai, dopo il Covid, hanno capito che il giochino funziona: basta gridare a un’emergenza qualsiasi e si può disporre dei cittadini come se fossero sudditi imponendo loro anche quanto e come consumare. Del resto la libertà in questi due anni abbiamo capito che non è più un diritto.

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