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Trasporti, ristoranti e cinema, come il governo costringerà tutti alla terza dose. Ecco il piano.

Pubblicato il 20/02/2022 11:10

Il Governo si appresta a stilare una road map per il tanto agognato ritorno alla normalità. Per il momento però non sembrano esserci dietrofront nelle intenzioni dell’esecutivo, rimarranno sicuramente fino al 15 giugno, infatti, l’obbligo vaccinale per gli over 50, per il personale scolastico, quello sanitario e per le forze dell’ordine, mantenendo ancora intatto anche il Green Pass rafforzato per i lavoratori del settore pubblico e di quello privato.
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La “data X” è quella del 31 marzo 2022, che teoricamente dovrebbe rappresentare l’ultimo giorno dello Stato d’emergenza. Dopodiché, dovrebbero man mano essere allentate le restrizioni in ogni ambito, dagli stadi ai mezzi pubblici ed ai ristoranti. Proprio gli stadi sono stati tra i primi a registrare un rilassamento delle regole anti-covid, già da ieri, infatti, la capienza è stata portata al 75%.
Dal 10 marzo si dovrebbe poter tornare a gustare bibite e popcorn nelle sale cinematografiche e sempre dalla stessa data dovrebbe poter essere possibile tornare a far visita ai parenti in ospedale, ma per soli 45 minuti al giorno.
Dal 1 aprile decadrà l’obbligo di mostrare la tessera verde rafforzata per le consumazioni all’aperto di bar e ristoranti mentre, per quanto riguarda l’interno, si dovrà attendere almeno giugno. Stessa cosa per piscine e sport all’aperto.
L’obbligo di mostrare il Green Pass base all’ingresso dei negozi e delle attività che non trattino generi alimentari dovrebbe decadere verso fine aprile, rimarranno invece le mascherine al chiuso ed il contingentamento degli assembramenti.
Su bus, treni, aerei e navi gli esperti chiedono maggior cautela e dovremo esibire il lasciapassare rafforzato ancora per diverse settimane.
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Con la fine dello Stato d’emergenza dovrebbe anche essere (finalmente) sciolto il Comitato Tecnico-Scientifico – CTS -, che da due anni ha coadiuvato il Governo nelle scelte riguardanti le restrizioni; come spesso accade però, succede che chi esce dalla porta si trovi a rientrare dalla finestra, non si esclude, infatti, che il presidente ed il portavoce rimangano a fornire consulenza al Governo.
Con lo Stato d’emergenza si presta ad essere esaurito anche l’obbligo di smart-working.
La struttura vaccinale guidata dal Generale Paolo Figliuolo dovrebbe essere smantellata, riportando le competenze della sua gestione nelle mani del Ministero della Salute capitanato da Roberto Speranza, ma se EMA desse il benestare per la famigerata quarta dose, ecco che allora il Governo potrebbe comunque decidere di chiedere aiuto all’esercito ed alla protezione civile per le future somministrazioni.
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Non è ancora ufficiale ma la decisione sempre già presa: l’obbligo vaccinale per sanitari, docenti, forze dell’ordine e over 50 resterà in vigore oltre la data di scadenza dello Stato d’emergenza, verosimilmente fino al 15 giugno, data in cui si dovrebbe iniziare l’iter di eliminazione del Green Pass rafforzato per l’ingresso negli uffici, nelle aziende ed in generale nelle sedi di lavoro.

Alla luce di questi nuovi fatti registriamo dunque che Draghi, con l’appoggio di tutto l’attuale Governo, renderanno lo Stato d’emergenza una mera formalità, prolungando molte delle misure restrittive ad esso collegate anche oltre la sua data di scadenza. D’altro lato, come si può vedere da questo articolo su Il Fatto Quotidiano, il Premier lo aveva dichiarato nel novembre scorso: <<Proroga dello stato di emergenza? Ma a noi cosa interessa? Prolungare l’emergenza o avere a disposizione tutta la struttura di vaccinazione, ospedalizzazione, mobilitazione sanitaria e controlli che ci ha permesso sinora di combattere l’epidemia? Credo che la risposta sia la seconda>>.
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Mentre nel resto d’Europa e del mondo i Paesi che ancora non hanno tolto tutte le restrizioni si apprestano a tornare velocemente alla normalità, ecco che nell’Italia di Draghi si pensa di mantenere uno Stato d’emergenza “de facto”, rendendo le misure restrittive una nuova normalità fino a data da destinarsi.

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