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Ha salvato 3.000 pazienti con le cure domiciliari, ora rischia la sospensione dall’Ordine

Pubblicato il 18/01/2022 09:49

È una storia davvero assurda quella del dottor Gerardo Torre. Un uomo stimato da tutti che si è messo al servizio delle persone e dei suoi pazienti affetti di Covid e che ora rischia la sospensione solo per aver esercitato la sua professione in piena scienza e contro le follie del governo. “Quando l’Ordine dei medici di Salerno mi ha mandato a chiamare credevo che volessero consegnarmi un riconoscimento, una medaglia per il mio operato durante la pandemia. E invece dovrò sottopormi a un giudizio disciplinare, rischio addirittura la sospensione! Ma vi rendete conto?”, dice amareggiato e offeso Gerardo Torre al Corriere. (Continua a leggere dopo la foto)

Torre, medico di base a Pagani, che alcuni colleghi chiamano «Doctor No House» perché sta sempre in giro, il prossimo 28 gennaio alle 20 dovrà presentarsi al consiglio di disciplina dell’Ordine, a Salerno, per difendersi dall’accusa di non aver rispettato i protocolli del ministero della Sanità sulle cure da somministrare ai malati di Covid, soprattutto gli asintomatici. Ricordiamo che le indicazioni di Speranza, ossia “tachipirina e vigile attesa”, ora sono persino sotto la lente della magistratura perché proprio quella strategia potrebbe aver causato migliaia di morti. “La medicina – ha obiettato Torre – dovrebbe intervenire nelle fasi acute come azione territoriale e non ospedaliera”. (Continua a leggere dopo la foto)

Spiega Torre: “Se tutti fossero stati preventivamente curati, si sarebbero evitati i problemi di sovraffollamento nei reparti, nella fase acuta del virus. Io fin dal primo momento non ho accettato di usare la tachipirina, che solo ora è saltata nei protocolli dell’Aifa e dell’Istituto Superiore di Sanità. Ho visitato a domicilio, rischiando per la mia salute, 3000 pazienti e ho avuto risultati eccezionali. Tutti guariti e nessuno è morto! Sono stato sulle barricate, a differenza di tanti colleghi che hanno ricevuto un’informativa solo tramite telefono, senza valutare mai di persona il paziente, e hanno prodotto una quantità enorme di morti”. (Continua a leggere dopo la foto)

In tutta risposta l’Ordine dei medici di Salerno vuole sospenderlo. “È in essere un procedimento disciplinare – dice il presidente Giovanni D’Angelo – il consiglio di disciplina valuterà la problematica”. La città di Pagani, a cominciare dal sindaco Lello De Prisco che ha reso nota sui social la sua testimonianza da guarito dal Covid, grazie alle cure domiciliari del medico concittadino, sta dalla sua parte: “Certamente il dottor Torre è un medico valente – scrive – al netto di qualche dichiarazione esuberante, che spesso è dovuta al momento in cui ti senti disarmato e vorresti fare di più, è capitato anche a me. Se oggi posso scrivere, lo devo anche a lui. Grazie a tutti i medici che prestano cure domiciliari”. E sui muri di Pagani appaiono manifesti a sostegno di Torre “medico che ha agito in scienza e coscienza”.

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