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Torna il Mes e questa volta Draghi è intenzionato a finire la “svendita”. Cosa sta succedendo

Pubblicato il 21/02/2022 09:07

Certi amori fanno giri lunghi, immensi, per poi ritornare puntualmente, più forti di ogni ostacolo. Come quello di certa politica filo-europeista per il Mes, il Meccanismo europeo di stabilità che molti esperti hanno da tempo indicato come potenziale trappola per l’Italia, viste le condizioni alle il nostro Paese dovrebbe sottostare in caso di firma. E che piace tantissimo, guarda caso, ai fedelissimi di Bruxelles, in primis il premier Mario Draghi che è pronto a ritirar fuori il trattato dal cassetto.

Come raccontato da Ilario Lombardo sulle pagine della Stampa, infatti, Palazzo Chigi si sta preparando a dare battaglia sul Mes, con il ministero del Tesoro guidato da Daniele Franco che già da giorni “lamenta delle difficoltà che l’esecutivo incontrerà alle Camere sul Fondo creato per soccorrere i Paesi europei in crisi”, dopo averne invocato per mesi la ratifica. L’Ue si attende un via libera entro il 2021, come da impegni prima del governo Conte e poi di quello Draghi. Ma sul tema i partiti restano titubanti.

Draghi vorrebbe arrivare all’appuntamento con Emmanuel Macron per discutere la riforma del Patto di stabilità, in programma l’11 e 12 marzo, almeno con un voto positivo sul Mes in commissione esteri. Un passaggio che, nelle intenzioni del premier, “alleggerirebbe gli sguardi sospettosi dei falchi tedeschi e del nord Europa, poco propensi a fare concessioni all’Italia”. E poi perché nei nuovi accordi tratteggiati da Francesco Giavazzi e Charles-Henri Weymuller (consiglieri economi di Draghi e Macron) il Mes “tornerebbe a nuova vita come agenzia europea per la gestione del debito”.

Insomma, Draghi farà di tutto nei prossimi giorni per accelerare sul Fondo Salva-Stati europeo. Creando non pochi grattacapi a partiti come Lega e M5S, in passato molto critici nei confronti del Mes e ora invitati a ingoiare l’amarissimo boccone, con il rischio di subire l’ennesimo tracollo nei sondaggi elettorali. Il premier potrà contare sulla solita stampa addomesticata, quella che già ripete da giorni “l’Italia può ratificare il Fondo senza automaticamente accedervi”. Una bugia dietro la quale si nasconde l’ennesima fregatura orchestrata dall’Ue.

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