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“Terza dose, ecco quali rischi corrono i giovani”: l’allarme del virologo Broccolo

Pubblicato il 15/02/2022 08:49

Si va avanti alla cieca, obbligando tutti alla terza dose (il cosiddetto “booster”) senza una reale valutazione del paziente. Un attacco durissimo, quello lanciato da Francesco Broccolo alla strategia del governo attraverso i microfoni del programma Quarta Repubblica, condotto da Nicola Porro. Il virologo dell’Università Bicocca di Milano già in passato era stato molto critico con le scelte di Draghi e dei suoi ministri, e ha mostrato ancora una volta tutta la sua insoddisfazione per la gestione della pandemia e la campagna vaccinale.

Broccolo ha parlato della scelta di procedere con le somministrazioni anche nella popolazione più giovane, costretta a convivere con l’obbligo di Green pass, spiegando: “Nella fascia 12-39 anni si osserva che i boosterizzati, ossia le persone che hanno ricevuto tre dosi di vaccino anti-Covid, si ospedalizzano di più rispetto ai vaccinati in doppia dose”. Nessuno ne parla, insomma, ma nei ragazzi la terza dose rischia di essere addirittura controproducente.

Broccolo ha inoltre ribadito il rischio che troppe dosi a distanza ravvicinata l’una dall’altra possano portare a “un fenomeno di anergia del sistema immunitario”, ossia una mancanza di reazione da parte dei meccanismi di difesa dell’organismo. Procedere con la terza somministrazione in maniera generalizzata, dunque, secondo il virologo si è rivelata una scelta sbagliata: “Io l’avrei fatta forse per i soggetti fragili, non certo per i guariti”.

“È uscito uno studio – ha concluso Broccolo – che dimostra che il booster non ha senso fatto nei guariti, non solo in quelli vaccinati. Non se ne parla mai. L’infezione naturale, quella dopo la guarigione, può durare fino a 15 mesi”. Secondo il professore, quindi, la terza dose per la persona guarita in maniera naturale va valutata caso per caso: “Non si può boosterizzare a occhi chiusi”.

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