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Stato d’emergenza fino a dicembre 2022. Crisi Ucraina, l’incredibile decisione del Governo italiano

Pubblicato il 28/02/2022 20:12

Ci risiamo, è ancora “emergenza”

Il Governo Draghi ha varato un nuovo decreto legge che dispone misure urgenti visto quanto sta succedendo in Ucraina: viene dichiarato lo stato di emergenza fino al 31 dicembre 2022. Questa la decisione del Premier per far fronte alla gestione nazionale del conflitto Russia-Ucraina.
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Cosa riguarda il nuovo “stato d’emergenza”

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera all’unanimità al testo. I capitoli sono molteplici:

  • Difesa – Il decreto prevede un intervento per garantire sostegno e assistenza al popolo ucraino attraverso la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari alle autorità governative dell’Ucraina.
  • Energia – La norma rende immediatamente attuabile, ove ce ne fosse la necessità, la riduzione del consumo di gas delle centrali elettriche oggi attive, attraverso la massimizzazione della produzione da altre fonti e fermo restando il contributo delle energie rinnovabili. Inoltre è prevista anche la riduzione del consumo di gas nel settore termoelettrico, che rappresenta una delle principali componenti della domanda media giornaliera di gas.
  • Rifugiati – Si incrementano le misure di soccorso e assistenza ai profughi ucraini. Sono 10 i milioni stati stanziati per questo intervento.
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Emergenza perpetua?

La disinvoltura del Governo nell’utilizzare lo stato emergenziale è sconcertante. È vero che questo nuovo, ennesimo, decreto legge va a sancire un regime speciale con finalità diverse da quelle pandemiche, ma è altrettanto chiaro come questo tipo di status dovrebbe rappresentare l’eccezione, non la regola. Sembra che il Governo non riesca proprio a fare a meno di utilizzare impianti legislativi che trascendano la normale capacità di amministrare certe situazioni, attuando quella che risulta essere una sistematica sospensione delle garanzie costituzionali. Se Draghi e il Governo credono che il nostro ordinamento sia da rivedere, allora lo dicessero chiaramente. Non si può certo pensare che per ogni futura criticità si possa procedere a dichiarare l’emergenza nazionale. Questo significherebbe derogare alle leggi italiane, derogare al parlamento e mortificare la politica, quella che dovrebbe essere la rappresentanza popolare.
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La singolare politica del Governo Draghi

È altrettanto singolare che l’Italia sia l’unico Paese ad usare sistematicamente tale misura. Non ci sono notizie (al momento) sull’utilizzo di simili impianti emergenziali in altri Paesi, se non quelli direttamente coinvolti. Le tempistiche sembrano poi essere particolarmente ardite. Proprio nel giorno in cui partono i primi tentativi di mediazione, ecco che Draghi subito si appresta a dichiarare emergenza per tutto il 2022. Che abbia parlato segretamente con Putin e non ce lo abbia comunicato? Ci chiediamo cosa ne pensino la Corte Costituzionale, la magistratura ed il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di questa nuova iniziativa dell’ormai conclamato Governatore del Draghistan.
Forse Mario, nel tentativo di farsi perdonare il qui pro quo di qualche giorno fa col Presidente Ucraino Zelensky, sta agendo poco lucidamente. Sarebbe opportuno fare qualche passo indietro.

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