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Speranza, la task force fantasma e le riunioni secretate

Ci piacerebbe, quantomeno, sapere come siano andate realmente le vicende. Siamo stanchi di sentire fandonie su fandonie e di dover smontare le invenzioni che ci sono state raccontate. 

Dall’inizio della pandemia troppi fatti sono stati occultati, troppe ‘responsabilità rese fantasma’, troppe le figure che hanno giocato a fare lo scarica barile. Eppure gli errori sono stati commessi, eppure nessuno ne ha pagato le conseguenze se non gli onesti cittadini. Le terapie intensive al collasso, l’economia bloccata e le famiglie sempre più povere.

È di pochissimi giorni fa, lo sconvolgente video che mostra una fila lunghissima di persone in coda per avere del cibo gratuito. E già. La verità non è quella che vogliono raccontare (con toni accusatori) che ritraggono le piazze italiane stracolme di gente, la verità è anche quella che non raccontano: il governo sta fallendo in tutti i suoi compiti di responsabilità mentre l’Italia si impoverisce. 

Lo scorso 22 gennaio, stando ai comunicati stampa ufficiali dell’Esecutivo, sembrava che il governo si fosse circondato di una marea di esperti per prendere le decisioni e stabilire procedure in merito alla situazione pandemica. Si parlava di una task force ad hoc, operativa 24 ore su 24 e formata dai massimi esperti. Ma nemmeno in questo sembra che ci sia stata trasparenza.

Negli stessi documenti – fa notare la Verità- è possibile leggere: “Nella prima riunione è stato verificato che le strutture sanitarie competenti sono adeguatamente allertate a fronteggiare la situazione in strettissimo contatto con l’Organizzazione mondiale della sanità e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie”.

Ma di quale Task Force? Una Task Force fantasma che formalmente non esiste, ritiene la Verità. “Non è stato messo a verbale nulla sulle riunioni”. Nulla risulta nero su bianco. “Tutto è stato secretato”, si legge sul siro Affari italiani da cui riprendiamo la notizia. Tanto che “il Ministero” ha dovuto chiarire e “far sapere che la task force era solo un’organizzazione informale e che quindi tutta questa struttura in realtà era solo un nutrito gruppo di consulenti di Speranza”.

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