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Sostegni bis, i soldi promessi agli italiani non si vedono. E il governo tace

Vi avevamo parlato in questi giorni, attraverso le pagine de Il Paragone, di quei sostegni anti-Covid promessi trionfalmente dal governo per aiutare famiglie e aziende in difficoltà e poi rimasti al palo, immobili, senza che nessuno abbia ancora visto davvero un centesimo. Un caso del quale si era occupato anche il Fatto Quotidiano, che aveva tirato in ballo direttamente l’Agenzia delle Entrate e il Tesoro. Come per magia, una volta che lo scandalo aveva iniziato a montare sui social, ecco arrivare l’annuncio che i primi pagamenti automatici saranno disposti a breve. Di concreto, però, ancora non c’è nulla.

Sostegni bis, i soldi promessi agli italiani non si vedono. E il governo tace

Complessivamente, anche se è bene utilizzare tutti i condizionali del caso, a ricevere i bonifici dovrebbero essere 1,77 milioni di partite Iva, quelle che avevano già avuto l’aiuto a valere sul Sostegni 1. Altre 38 mila hanno optato per il credito di imposta. In tutto dovrebbero essere distribuiti 5,2 miliardi, a fronte degli 8 stanziati dal decreto. Il ministro dell’Economia Daniele Franco aveva promesso che le operazioni avrebbero preso il via il 16 giugno, ma soltanto ora qualcosa si sta finalmente muovendo. Forse.

Il governo ha annunciato che in queste ore inizieranno i pagamenti di una prima tranche. Se e quanti italiani la riceveranno, però, non è dato saperlo. Le imprese potranno chiedere un ricalcolo del ristoro basato sul fatturato perso tra il primo aprile 2020 e il 31 marzo scorso e successivamente anche un conguaglio calcolato sul risultato d’esercizio dello scorso anno. Un tassello, quest’ultimo, che rischia di trasformarsi in un altro ostacolo e in ulteriori rallentamenti, visto che manca ancora il decreto attuativo da parte del ministero dell’Economia.

Anche Confesercenti aveva chiesto conto del ritardo: “È urgente fare chiarezza sulle cause del mancato arrivo, per procedere poi alla rapida risoluzione di un blocco che sta mettendo in difficoltà molte imprese. Anche perché, in molti casi, il nuovo ritardo si somma a ritardi precedenti”. A lamentare ritardi nell’invio degli aiuti erano stati i lavoratori stagionali, quelli del mondo dello spettacolo, gli intermittenti, gli sportivi.

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