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L’economista Sapir: “È l’inizio della morte dell’Ue. Basta difendere le distorsioni dell’Euro”

Per chi non lo sapesse, Jacques Sapir è economista, saggista e Direttore dell’Ecole des Hautes Études en Sciences Sociales e del CEMI. In merito all’emergenza (economica) dovuta al coronavirus ha rilasciato un’intervista esclusiva a lantidiplomatico.it in cui spiega che “non vi è stata né solidarietà, né vera concertazione tra i paesi dell’Unione europea e la zona euro. Certamente, sappiamo che la salute rientra nelle prerogative dell’azione statale, tuttavia, ci si poteva aspettare che l’UE istituisse meccanismi di coordinamento tra le politiche pubbliche. Non è stato fatto fatto. La crisi del coronavirus potrebbe determinare l’inizio della morte dell’UE”.

“È chiaro che, a meno che non cambiano radicalmente le regole della zona euro, ci stiamo dirigendo verso una ripresa della crisi dell’euro per la fine dell’anno. I miei ‘colleghi’ che per anni hanno difeso l’austerità, il Patto di stabilità e le distorsioni della zona euro hanno una responsabilità enorme nell’attuazione delle politiche che non solo hanno indebolito terribilmente determinati paesi (Grecia, Spagna, Italia) e li hanno lasciati indifesi di fronte all’attuale epidemia, ma hanno anche determinato la totale perdita di credibilità e efficienza dell’Unione europea. Un giorno dovranno spiegarlo”.

“Ciò che deve essere compreso oggi – e ovviamente su questo punto non c’è nulla da aspettarsi dall’Eurogruppo – è che sarà anche necessario modificare le forme di finanziamento statale. I deficit dovrebbero essere rifinanziati direttamente dalla Banca centrale europea. Siamo lontani da questo. Venendo alla gestione della Banca centrale europea: la signora Lagarde ha commesso un grande errore. Nella sua conferenza stampa del 12 marzo, ha lasciato intendere che avrebbe lasciato aumentare i tassi. Questo è ciò che ha accelerato la debacle nei mercati finanziari. Ora, bisogna capire che, non essendo lei stessa un banchiere, non facendo parte della cricca, ha difficoltà ad affermare il suo punto di vista nei confronti dei funzionari tedeschi e olandesi. Se non vengono prese misure per consentire alla BCE di acquistare direttamente dagli Stati debitori, allora l’inefficacia della BCE sarà dimostrata in modo palese e l’opinione pubblica imparerà le lezioni”.

Per quanto riguarda l’Italia Sapir spiega: “Per le stime di una caduta del PIL, anche se è ancora troppo presto per formularne una, possiamo pensare che la caduta sarà sicuramente maggiore del -20% nella prima metà del 2020. L’economia si sta addormentando. Ma non ci sarà nessun Principe Azzurro a svegliarla. Potrà farlo solo la responsabilità dello Stato”. In conclusione, lantidplomatico.it fa una domanda molto importante a Sapir: “Sarà sempre l’euro la moneta di Italia e Francia il prossimo anno?”. La risposta è eloquente: “Non lo posso dire al momento. Ma il fatto che si possa porre la domanda dimostra che la nuova crisi dell’euro è già iniziata”.

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