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Ristoranti in rivolta, tra Green pass e bollette in migliaia a rischio chiusura. La denuncia

Pubblicato il 19/03/2022 09:56

La scure delle scelte scriteriate e folli del governo si abbatte ancora su bar e ristoranti, il settore più colpito dal Covid prima e da questa nuova tempesta perfetta fatta di scadenze fiscali, impennata sulle bollette e aumento delle materie prime. Come racconta tristemente Il Messaggero, “gli imprenditori della ristorazione si preparano ad affrontare mesi complicatissimi. Per tutti, l’obiettivo è sopravvivere al prossimo trimestre. Ma secondo quanto raccolto sono già 1.500 baristi e ristoratori” solo a Roma “a un passo dal default. Una bancarotta inevitabile secondo Confesercenti se non arriveranno al più presto aiuti concreti alle imprese” che, appena stavano per uscire dalla crisi Covid, “sono tornate indietro a causa degli effetti della guerra in Ucraina”. (Continua a leggere dopo la foto)

La situazione è valida per tutta Italia, da nord a sud. È un’ecatombe. “Perché le bollette con gli importi triplicati stanno iniziando ad arrivare. E rincari sulle materie prime, sono stati già applicati. Una crisi annunciata dunque, che si somma ai due anni di pandemia”. Claudio Pica, presidente di Confesercenti, sostiene che “l’unica soluzione pratica e immediata, è intanto prorogare ancora le scadenze fiscali”. Nello specifico, i fondi dei ristori a cui hanno avuto accesso gli imprenditori allo scoppio della pandemia. “Ora scattano le scadenze. Con i ristoratori che si trovano sommersi dai conti da pagare”. I ristoratori, dunque, sono di nuovo sul piede di guerra. Anche per le scelte del governo. (Continua a leggere dopo la foto)

Da una parte non dà aiuti, dall’altra continua a tenere misure inutili come il Green pass che arrecano un danno generale di oltre 500 milioni di euro al settore. “Il governo è stato molto ipocrita, ha tolto lo stato d’emergenza ma continua a chiedere il super green pass”, tuona a Il Tempo Paolo Bianchini, presidente di Mio Italia, il movimento che raccoglie le imprese attive nel settore dell’ospitalità. Lo stesso malcontento si registra in tutte le associazioni di categoria, da Filiera Italia a Fipe, fino a Federmep. Speravano in una Pasqua e in un 25 aprile senza più restrizioni. Invece dovranno aspettare (forse) maggio. “A nulla sono valsi gli appelli dei giorni scorsi. Il governo non ha voluto ascoltare i ristoratori”. (Continua a leggere dopo la foto)

Bianchini denuncia un atro paradosso: “Gli italiani vengono discriminati rispetto agli stranieri”. Questi ultimi, infatti, già dal primo aprile potranno entrare nei ristoranti con il green pass base. Significa che ai turisti non vaccinati basterà il tampone per pranzare o cenare fuori. Bianchini sottolinea un’altra cosa assurda: “I 4 paesi che confinano con l’Italia, Francia, Svizzera, Austria e Slovenia, a differenza nostra, hanno tolto il green pass. È un chiaro disincentivo a venire da noi. Molti turisti, quando vedono che in Italia c’è ancora il certificato verde, rimandano il viaggio. È un comportamento comprensibile, pensano che da noi la situazione non sia ancora sotto controllo. Così, alla fine, gli italiani vanno all’estero e gli stranieri non vengono da noi”. I ristoranti hanno bisogno di risposte e di aiuti immediati.

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