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Rifiuta il vaccino, agente di polizia sospeso e poi reintregrato: la storica decisione del Tar

Pubblicato il 01/02/2022 11:38 - Aggiornato il 03/08/2022 14:17

Era stato sospeso per non aver rispettato l’obbligo vaccinale a carico delle forze dell’ordine, non potendo così più svolgere la propria professione. Ma in favore di un agente della polizia di Stato in forza alla questura di Perugia è intervenuta una sentenza che suona oggi come l’ennesimo, durissimo colpo alle politiche portate avanti dal governo Draghi, che continua a costringere gli italiani a sottoporsi alla somministrazione dei farmaci anti-Covid: l’uomo potrà infatti tornare regolarmente in servizio.

Come raccontato dalla testata locale Umbria On, con un decreto cautealre il presidente del Tar Umbria Raffaele Potenza ha accolto l’istanza di sospensiva di un assistente capo della polizia che il 28 gennaio scorso aveva fatto ricorso contro la sospensione scattata a suo danno per non aver effettuato la vaccinazione. L’uomo aveva presentato una documentazione medica per dimostrare “la pericolosità della vaccinazione per la sua salute, quindi una fattispecie di esenzione dall’obbligo”.

Documenti che però non erano stati regolarmente esaminati, con l’agente che era stato invece sospeso dal servizio per non aver rispettato l’obbligo di vaccinazione. L’uomo, a quel punto, aveva deciso di rivolgersi al Tar, assistito dall’avvocato Luigi Doria. Alla fine, dopo il tribunale amministrativo ha finito per dargli ragione, permettendogli così di tornare in servizio.

Nelle motivazioni, il giudice Potenzia sottolinea come “in relazione al pregiudizio irreparabile, gli effetti della sospensione dal servizio potrebbero risultare irreversibili nelle more sia dell’esame del dovuto esame da parte dell’amministrazione della documentazione che della valutazione collegiale della domanda cautelare e di conseguenza sussistono allo stato i presupposti per la concessione della misura monocratica”.

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