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“Protocolli Covid”. Ecco come la burocrazia blocca il lavoro e la ripresa

Pubblicato il 09/04/2022 12:11

Lo stato di emergenza è finito, le follie normative alle quali siamo ormai abituati da due anni a questa parte, invece, ancora no. Sì, dal 31 marzo il nostro Paese sta cercando di lasciarsi alle spalle l’emergenza Covid, in ritardo rispetto a quanto fatto da altri governi che hanno da tempo permesso ai cittadini di tornare alla vita di prima. Ma esistono regole e protocolli ancora in vigore ai quali fare attenzione, per non incappare in altre sorprese figlie della scriteriata gestione della pandemia. Per esempio, è ancora valida l’equiparazione giuridica tra infezione da Covid-19 e infortunio sul lavoro (d.l.n. 18/2020): la causa virulenta è equiparata alla causa violenta propria dell’infortunio.

Come spiegato da Vitalba Azzolini sulle pagine della testata Domani, quindi, “il lavoratore che abbia contratto la malattia in occasione di lavoro può beneficiare della copertura assicurativa fornita dall’Inail”. Resta in vigore anche la disposizione ai sensi della quale “il datore di lavoro assolve all’obbligo di adottare le misure necessarie a tutelare l’integrità dei dipendenti”, mediante l’applicazione delle prescrizioni contenute nel protocollo governo-parti sociali. Questi, dunque, i protocolli attraverso i quali l’esecutivo reputa che i lavoratori siano garantiti dal rischio di contagio, tanto che in caso di corretta applicazione il datore è “escluso dalla responsabilità” in caso di positivi in azienda.

Come spiegato da Domani, “i protocolli anti-contagio rimangono applicabili, nonché essenziali, perché la loro osservanza funziona da esimente per il datore di lavoro, a prescindere dalla loro obbligatorietà, anche dopo la fine dello stato di emergenza e la cessazione della normativa che ne imponeva l’adozione”. Eppure alcuni passaggi delle disposizioni da osservare sono in realtà obsoleti: “Si parla, per esempio, di ricorso agli ammortizzatori sociali, massimo utilizzo ove possibile della modalità di lavoro da remoto” e via dicendo. Indicazioni, in realtà, non più attuali.

men wearing dust masks starting machinery

Il meccanismo di base per cui il datore di lavoro viene esonerato da responsabilità in caso di contagi se ha rispettato le misue del protocollo, dunque, si inceppa a fronte di indicazioni ormai superate. Dunque, “se si vuole che il protocollo diventi uno scudo per l’imprenditore ma soprattutto un’efficace difesa contro il Covid è necessario aggiornarlo”. Il rischio, in caso contrario, è che dubbi e incertezze trascinino gli italiani, loro malgrado, nelle aule di tribunale.

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