in

Primavera con il Green pass. Ecco il piano del governo per far finta di allentare le restrizioni

Pubblicato il 12/02/2022 09:17

Le mascherine all’aperto sono finalmente andate in pensione, a conferma di una fase della pandemia che preoccupa molto meno. Al punto da spingere tanti italiani a chiedere al governo un ulteriore passo: l’addio al tanto discusso Green pass, vero e proprio ricatto di Stato con cui si impone, di fatto, la vaccinazione all’intera popolazione, pena l’impossibilità di vivere una vita normale. Sul fronte certificazione verde, però, le notizie non sono propriamente delle migliori, anzi: con tutta probabilità, i cittadini dello Stivale saranno costretti a conviverci anche in primavera, nella migliore delle ipotesi.

Come rivelato da Patrizia Tagliaferri sulle pagine del Giornale, infatti, all’interno dell’esecutivo Draghi c’è sì una parte che tifa per l’abolizione del Green pass, ma al momento l’orientamento prevalente è quello di procedere per tappe, con calma. Da marzo il certificato verde potrebbe quindi sì sparire, ma soltanto per le attività all’aperto, rimanendo invece obbligatorio per tutte quelle che prevono l’ingresso in un negozio o locale. Di rivoluzioni all’orizzonte, dunque, non se ne vedono, almeno per il momento.

La conferma è arrivata in queste ore da Guido Rasi, consulente del commissario all’emergenza Francesco Paolo Figliuolo: “In alcuni casi si potrà fare a meno del Green pass, mentre su altre situazioni come i trasporti sarei più cauto”. Tradotto: addio all’obbligo, ma solo all’aperto. Bar e ristoranti potranno quindi smettere di chiedere il certificato ai clienti, purché però siano seduti nei tavoli all’esterno. In caso contrario, dovranno invece mostrare lo stesso il Qr code dal proprio telefonino.

Diranno addio al pass anche gli stadi e i luoghi dove si può svolgere sport all’aria aperta, come i circoli. Niente da fare, invece, per le palestre, dove il certificato continuerà a essere indispensabile. L’obbligo rimarrà anche per cinema, teatri e mezzi di trasporto. Nel frattempo, il 15 febbraio scatterà il di Super green pass per tutti gli over 50 del Paese: gli italiani con più di cinquant’anni, in sostanza, non potranno più lavorare se non mostrando il certificato che ne attesta la guarigione dal Covid o l’avvenuta vaccinazione.

Ti potrebbe interessare anche: Cassese: “Basta con le compressioni delle libertà. Se sproporzionate, sono illegittime”

Sostieni il paragone.it, abbiamo bisogno del tuo aiuto: DONA

In tempi così difficili per l'editoria garantire un'informazione contro il sistema e volta a smascherare i magheggi delle elite è sempre più difficile. Parlare del vaccino e della campagna vaccinale da un'altra prospettiva è rischioso. Sostieni il duro lavoro che ogni giorno svolgiamo schierandoci contro quella logica che vede l'informazione passare addomesticata solo per i canali mainstream. Diventa anche tu sostenitore de ilparagone.it e difendi l'informazione libera!

Incubo terza dose: nessuno vuole farla. I numeri che spingeranno il governo a prorogare il Green pass

Scrivono “ricordatevi di vivere” e arrivano i carabinieri. In Italia è a rischio anche la libertà di espressione