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‘Piango e vedo la merce scadere! Come facciamo a campare?’ L’appello del piccolo imprenditore

Il lockdown ha provocato una marea di disastri. Le realtà di moltissimi piccoli imprenditori sono state letteralmente frantumate. Su la Repubblica è riportata la testimonianza di Marco Marletta, 32 anni, e dei suoi due soci. “I norcini per strada” è il nome della loro attività ambulante, “leader nel settore vendita di prodotti tipici di Amatrice e Norcia e della porchetta di Ariccia”. 

I ragazzi raccontano la loro disperazione: “L’ultima fiera è stata il 15 febbraio. Abbiamo il 100% di perdite. Intanto è scaduta l’assicurazione dei furgoni, non riusciamo a pagarla. È scaduto il leasing di uno dei sei mezzi che usiamo, me lo sequestreranno.”

La situazione è nera, soprattutto in virtù dei moltissimi soldi che questi giovani hanno investito e con la responsabilità di tre dipendenti ai quali l’impresa ha versato 600/700 euro al mese nonostante il blocco dell’attività. Il piccolo imprenditore racconta: “Da due mesi mangiamo i nostri salumi e formaggi. Ma la roba scade, abbiamo regalato un quintale di formaggi alla Caritas.”

Se la situazione non cambierà, il governo di ‘promettopoli’ dovrà rispondere delle proprie responsabilità: “Siamo tutti sui 30 anni, un socio ha un bambino di sei mesi, sa quanto costa il latte in polvere? 17,80 più IVA. La moglie è senza lavoro, come si fa a campare? Ci sarà la rivolta. Siamo disposti a tutto pur di sfamare i nostri figli, siamo tutti alla canna del gas.”

Imu, Tosap e Tari, il Decreto è una jungla: poveri commercianti. Solo fuffa

Bellanova, la tua non è una vittoria!