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Pasqua in quarantena. Speranza trucca le carte e mette in ginocchio italiani e turismo

Pubblicato il 28/03/2022 18:16

Dietrofront di Roberto Speranza sulle quarantene per i positivi. Il “decreto Riaperture” prevedeva infatti, la fine dell’obbligo di isolamento di sette o dieci giorni per i contagiati a partire dal primo di aprile. Per la cessazione della quarantena, sarebbe stato sufficiente un tampone negativo. Non è di questa idea però Roberto Speranza, che invece ha ritenuto opportuno lasciare inalterati gli obblighi relativi all’isolamento, confermando la validità della circolare emessa il 4 febbraio 2022.
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Dopo che questa mattina una circolare del ministero della Salute – consultata dal Corriere della Sera – sembrava contraddire la linea del governo stabilita con l’ultimo decreto, nel pomeriggio l’annosa questione ha poi trovato risposta. È stato lo stesso ministero a ribadire che le regole sulla quarantena dei positivi e dei contatti stretti restano invariate. Rimane dunque l’obbligo di attendere i sette giorni (o dieci per i non vaccinati o per chi non ha la terza dose o ha fatto la seconda dose da più di 120 giorni) per chi è positivo, anche in assenza di sintomi e autotest negativo.
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Cosa dice la circolare

Ecco le regole che saranno confermate anche dopo lo stop allo stato di emergenza:
– Per i non vaccinati o i vaccinati che hanno completato il ciclo vaccinale da più di 120 giorni e per i guariti da più di 120 giorni l’isolamento dura 10 giorni con un test antigenico o molecolare negativo alla fine del periodo”.
– Per i vaccinati con 3° dose booster o che hanno completato il ciclo vaccinale da meno di 120 giorni e per guariti da meno di 120 giorni l’isolamento dura 7 giorni con un test antigenico o molecolare negativo alla fine del periodo.
– Se si è sintomatici “il test finale dovrà essere eseguito dopo tre giorni dalla scomparsa dei sintomi. In caso di esito positivo del primo tampone di guarigione, può essere prenotato un ulteriore tampone a distanza di 7 giorni. Si può uscire dall’isolamento dopo 21 giorni senza tampone se nell’ultima settimana non ci sono stati sintomi.
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Cosa prevedeva il decreto

Il decreto, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, prevedeva, invece, “la cessazione del regime di isolamento consegue all’esito negativo di un test antigenico rapido o molecolare per la rilevazione di SARS-CoV-2, effettuato anche presso centri privati a ciò abilitati”.
L’obbligo di attendere i 7 giorni (o 10 giorni per i non vaccinati o per chi non ha la terza dose o ha fatto la seconda dose da più di 120 giorni) era dunque decaduto.
Sarebbe stato sufficiente, infatti, un tampone negativo. Veniva anche specificato che “la trasmissione, con modalità anche elettroniche, al dipartimento di prevenzione territorialmente competente del referto, con esito negativo, determina la cessazione del regime dell’isolamento”.
Per i “contatti stretti”, anche conviventi il decreto sanciva che doveva essere “applicato il regime dell’autosorveglianza, consistente nell’obbligo di indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo FFP2, al chiuso o in presenza di assembramenti fino al decimo giorno successivo alla data dell’ultimo contatto stretto” e si doveva “effettuare un test antigenico rapido o molecolare alla prima comparsa dei sintomi e, se ancora sintomatici, al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto”.
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Giovanni Rezza. Direttore Generale della Prevenzione sanitaria presso il Ministero della Salute

Speranza beffa tutti

La decisione del Ministero della Salute segue la linea della prudenza voluta proprio dal ministro Roberto Speranza sin dall’inizio della pandemia. Si è ritenuto quindi opportuno lasciare invariati gli obblighi relativi all’isolamento e di ribadire la validità della circolare emessa il 4 febbraio 2022 firmata dal direttore generale della prevenzione Giovanni Rezza.

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