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“Orsini ora rischia anche la carriera universitaria”: la clamorosa indiscrezione di Repubblica

Pubblicato il 28/03/2022 14:12

Prima ha visto cancellato il proprio contratto con la Rai, messo al bando da quella che è sempre più una tv del pensiero unico, che vieta severamente ogni forma di dissenso. Ora, il professor Alessandro Orsini rischia di vedere compromessa anche la propria carriera universitaria: come emerso in queste ore, infatti, anche all’interno dell’ateneo l’opinione nei confronti del docente, finito nel mirino semplicemente per aver espresso delle opionioni personali in merito al conflitto tra Russia e Ucraina, sarebbe cambiata.

Come vi avevamo rivelato sulle pagine del Paragone Orsini aveva ricevuto il ben servito dalla Rai, che lo aveva inizialmente messo contratto per 6 apparizioni in altrettante puntate del programma Cartabianca condotto da Bianca Berlinguer su RaiTre. Un rapporto poi interrotto in fretta e furia dopo che Orsini, docente di Sociologia del terrorismo internazionale alla Luiss, era stato criticato dal Pd per le posizioni espresse in merito al confitto in Ucraina, accusato di essere “filo-Putin”. L’esponente dem Andrea Romano aveva definito “assolutamente inaccettabile che le risorse del servizio pubblico radiotelevisivo vengano utilizzate per finanziare i pifferai della propaganda di Mosca”.

Secondo quanto riportato sulla pagine di Repubblica da Lorenzo De Cicco, nemmeno l’ateneo dedicato a Guido Carli avrebbe gradito le prese di posizione di Orsini riguardo l’invasione russa dell’Ucraina. Nel mirino sarebbero finite frasi come “Questa è una guerra persa in partenza. O noi diamo a Vladimir Putin quello che vuole o lui se lo prende lo stesso”, oppure “L’Italia e l’Europa stanno dando armi, stanno portando sanzioni a un livello altissimo. È chiarissimo cosa stanno facendo per la guerra. Ma cosa stanno facendo per la pace? Un bel niente”.

Orsini aveva anche detto: “Bisogna avere il coraggio di ammettere che Putin ha già vinto”. Espressioni che avrebbero creato “imbarazzi e accese discussioni fra accademici. Con una fronda piuttosto nutrita di prof, tra cui Sabino Cassese, decisamente turbati dal fatto che il collega Orsini si fregi in tv del brand Luiss, la casa di tutti, per esprimere punti di vista personali, giudicati gravi”. E così da più parti sarebbe scattata la richiesta di rimuovere il professore dal ruolo di direttore dell’Osservatorio sulla sicurezza internazionale. L’università da parte sua, però, nel nome della libertà assoluta di pensiero non sembra al momento intenzionata a procedere.

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