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“No alla discriminazione dei non vaccinati, il diritto alla salute è per tutti”: l’appello del capo del sindacato dei medici

Pubblicato il 20/01/2022 10:18

Professionisti preziosi in questo momento di difficoltà degli ospedali e che però vengono sottratti alle strutture per essere inviati negli hub vaccinali. Una denuncia arrivata nei giorni scorsi da Michele Grio, primario di Anestesia e Rianimazione a Tivoli, che nel corso dell’ultima puntata del programma L’Aria che Tira aveva spiegato: “Il personale per seguire adeguatamente la rianimazione lo avrei pure, se non fosse che ci stiamo concentrando in massa sulle vaccinazioni e buona parte del personale sanitario non è disponibile perché impiegato negli hub”. Un allarme in totale contrapposizione rispetto alla narrazione di un governo che continua a incolpare i no vax per le difficoltà degli ospedali. E che non è rimasto isolato.

La Verità ha intervistato in queste ore Carlo Palermo, segretario nazionale di Anaao Assomed, associazione sindacale di medici e dirigenti sanitari. Che ha spiegato: “Esiste in assoluto una carenza di medici e infermieri e si perde personale per il contagio. Quindi ritengo che le vaccinazioni dovrebbero essere effettuate da altre figure prossionali, come gli specializzandi. Personale ospedaliero tolto alle strutture per dedicarsi alle vaccinazioni? È accaduto purtroppo, sì, soprattutto in Piemonte”.

Una soluzione, secondo Palermo, potrebbe essere anche quella di “creare strutture flessibili, con aree apposite in cui i pazienti Covid possano stare tra loro, tutti positivi. Serve una riorganizzazione degli ospedali, non si può affrontare un’ondata epidemica chiudendo le attività ordinarie. Dei 108.000 morti in eccesso registrati l’anno scorso, il 30% non era Covid, avevano patologie ordinarie. Gente che arriva tardi in ospedale”.

Infine, una battuta sul caso dell’ospedale Galeazzi di Milano, sollevato dalla trasmissione Fuori dal Coro: una struttura dove gli interventi per i pazienti non vaccinati venivano puntualmente rinviati, per dare invece priorità alle persone in regola con le dosi. “Mi sembra un’assurdità, io sono contrario – ha spiegato Palermo – Il servizio pubblico deve essere universale, senza differenziazione. Mi pare una decisione contraria ai principi generali del servizio sanitario nazionale. Bisogna vaccinare, ma il diritto alla salute dev’essere uguale per tutti”.

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