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Niente multe per chi non si vaccina. La diffida che ha bloccato l’agenzia delle entrate

Pubblicato il 22/02/2022 19:42

Privacy ed esigenze di sanità pubblica la questione sollevata dagli “inadempienti”.

Sarebbero dovute partire in questi giorni le multe per gli over 50 che hanno deciso di non sottoporsi al vaccino anti Covid dopo che il Governo ha stabilito l’obbligo vaccinale dal 1° febbraio per questa fascia di popolazione, con una sanzione una tantum da 100 euro per lo zoccolo duro dei non vaccinati. Sono più di un milione i cittadini sopra i 50 anni che avrebbero dovuto vedersi recapitare a casa una lettera dal Fisco, ma che per un errore legale potrebbero salvarsi dalla, seppur poco costosa, ammenda.
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La norma entrata in vigore lo scorso gennaio è rimasta finora solo “sulla carta”. Ad oggi infatti, nessuno degli “inadempienti” è stato sanzionato. Il sistema per comminare le ammende è chiaro e definito ma di fatto questa procedura non è mai stata utilizzata. Nessuno ha infatti ricevuto l’avviso di addebito dell’Agenzia delle entrate – Riscossione. La questione riguarda il bilanciamento tra privacy ed esigenze di sanità pubblica, nonché l’esigenza di evitare un accesso indebito a dati che riguardano lo stato di salute della persona che non ha rispettato l’obbligo.
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Le osservazioni del Garante privacy

Il 10 febbraio il Garante per la protezione dei dati personali, Pasquale Stanzione, è stato ascoltato dalla commissione Affari sociali della Camera, spiegando che «l’agenzia delle Entrate è individuata come soggetto di cui il ministero si avvale ai fini accertativi, rendendole disponibile l’elenco dei soggetti inadempienti, ma non le ragioni dell’esenzione che, in caso di opposizione di eccezione alla contestazione, devono essere fatti valere all’Asl, di modo che sia poi questa a confermare all’agenzia delle Entrate la sola condizione di inadempimento. Sarebbe opportuno escludere espressamente che l’attestazione della Asl all’agenzia delle Entrate contenga informazioni idonee a rivelare lo stato di salute dell’interessato e, in senso più ampio, dati ulteriori rispetto alla sola insussistenza dell’obbligo vaccinale o all’impossibilità di adempiervi».
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Pasquale Stanzione – Garante della Privacy

Le diffide arrivate in Agenzia

A mettere sabbia negli ingranaggi della macchina burocratica hanno contribuito anche un gran numero di segnalazioni, tutte uguali nell’impostazione, nella quale il denunciante «sporge denuncia allo stato contro ignoti e salva l’esatta identificazione dei responsabili dei reati sopra descritti chiedendo che codesta Procura della Repubblica, svolte le opportune indagini, eserciti l’azione penale contro coloro che risultino responsabili del reato di tentata estorsione in danno del/la denunciante.». Sicuramente un atto di contrasto ben riuscito da parte della categoria dei non vaccinati over 50 i quali, almeno per ora, sembrano aver ottenuto un buon risultato.
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Spesso accade che la burocrazia in Italia fornisca diverse vie d’uscita; in quest’occasione la pesante macchina burocratica nazionale sovviene in aiuto di quella parte di popolazione che ha scelto di adoperare una legittima decisione sulla propria salute, lasciando un po’ di margine di manovra in attesa che la situazione cambi e che, magari, l’obbligo decada visto l’affievolirsi della pandemia in tutto il globo.

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