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“Meglio la Spagna”. Ecco come il Green pass ha ucciso il turismo italiano

Pubblicato il 13/04/2022 12:13

Che il governo non fosse proprio schierato a difesa del turismo lo si era capito da tempo, con i tanti aiuti promessi e arrivati in minima parte a favore di un settore che più di tutti stava subendo i colpi delle restrizioni. La conferma è arrivata anche in queste settimane, con lo stato di emergenza terminato e la speranza, disattesa, di tanti operatori di poter tornare a lavorare a pieno regime. Se non fosse che Palazzo Chigi, insistendo sul Green pass, ha finito per mandare un invito chiaro ai vacanzieri provenienti da oltre confine: andate nella vicina Spagna, dove il certificato virtuale non è richiesto, piuttosto che da noi.

Come rivelato da Patrizia Floder Reitter sulle pagine della Verità, infatti, le stime per il turismo non sono affatto ottimistiche se confrontate con quelle del 2019: -21,4% nei pernottamenti e -29,6% negli arrivi, numeri fotografati da un’indagine Demoskopika in occasione della Borsa internazionale del turismo. A pesare, in tutto il mondo, la preoccupazione legata alla guerra in Ucraina. Ma nel caso specifico del nostro Paese, ai turisti non piace l’idea di dover sottostare all’obbligo di Green pass, ancora in vigore.

Vero che la situazione, a livello internazionale, non è in assoluto delle migliore. Ma basta dare un’occhiata alla vicina Spagna per capire come le cose potrebbero andare molto diversamente: in un Paese libero da certificati verdi, Ibiza ha fatto registrare già un +34% nel flusso turistico rispetto al 2019, Palma de Maiorca un +12%, Tenerife un +7%. Numeri che noi, purtroppo, al momento possiamo solo sognarci. Nel Paese iberico a partire dal 28 marzo è caduto anche l’obbligo di quarantena per gli asintomatici e i positivi con sintomi lievi, con tamponi necessari solo per over 60, persone fragili e operatori sanitari.

Gli spagnoli diranno presto addio anche all’obbligo di mascherina al chiuso, con il via libera fissato per il 20 aprile. I dispositivi di protezione per il viso resteranno solo sui mezzi pubblici e nelle strutture sanitarie, comprese le Rsa. Le decisione del governo di Pedro Sanchéz sono state prese indipendentemente dall’andamento della curva epidemiologica, nella consapevolezza che i tanti casi registrati in queste settimane comportano, per fortuna, raramente la necessità di un ricovero ospedaliero del paziente. Dalle nostre parti, invece, Draghi & co. continuano a tirare dritto. Ignorando le grida d’allarme di un turismo sempre più in ginocchio.

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