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Mascherine, aghi, siringhe: così l’Italia continua a rifornirsi dalla Cina

A oltre un anno, ormai, dall’inizio della pandemia di Covid-19, l’Italia si trova ancora a dover importare dall’estero una buona fetta dei materiali necessari ad affrontare l’emergenza. Siringhe, guanti, aghi per le somministrazioni di un vaccino che il governo Draghi ha deciso di imporre a tutti i costi agli italiani, ignorando rischi e dubbi sull’efficacia dei farmaci. Con il nostro Paese che, per far fronte alle necessità, si trova a bussare alla porta non di uno Stato qualsiasi, ma della Cina.

Mascherine, aghi, siringhe: così l'Italia continua a rifornirsi dalla Cina

Come rivelato da Il Tempo, infatti, lo scorso 9 giugno il commissario straordinario all’emergenza Francesco Paolo Figliuolo ha infatti firmato una determina per “il trasporto urgente aereo dalla Cina del materiale necessario per l’emergenza Covid-19”. Dalla via della Seta, dunque, siamo passati a quella della Siringa. Con la procedura affidata, vista l’urgenza, al colonnello Pasquale Mazzarella, uomo di assoluta fiducia del generale incaricato di gestire la lotta alla pandemia.

Sempre nella determina, scrive il Tempo, “si legge che il colonnello ha dovuto esperire una ricerca di mercato per l’esecuzione del servizio di presa in carico e trasporto con velivolo anche non dedicato, dalla Cina, delle merci che saranno di volta in volta indicate dal Commissario, consegna presso gli aeroporti di Milano Malpensa e Roma Fiumicino, comprensivo dello scarico della merce e delle attività di sdoganamento nel rispetto delle condizioni tecniche, per un valore massimo presunto di sedici milioni di euro oltre Iva se dovuta per il periodo orientativo pari a mesi sei comprensivo dell’eventuale proroga pari a tre mesi”.

Il servizio di trasporto aereo per il materiale in arrivo dalla Cina è stato affidato alla Neos Spa, compagnia aerea con quartier generale a Somma Lombardo. Nel testo, scrive infine il Tempo, si legge che “attualmente buona parte del materiale propedeutico a garantire le vaccinazioni contro il Covid-19 (in particolare aghi, siringhe e guanti in nitrile) viene prodotto all’estero (soprattutto in Cina) e per lo stesso urge la necessità di procedere ad un loro immediato trasporto in Italia per una pronta distribuzione ai centri vaccinali regionali/provinciali”. Continuiamo, insomma, a importare da Pechino. Come se solo la Cina si fosse accorta del business della pandemia.

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