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M5S, Conte di nuovo nel mirino: stavolta c’è di mezzo un affitto da 12 mila euro al mese

Pubblicato il 29/03/2022 10:13

Non c’è solo la questione della leadership del Movimento Cinque Stelle ad agitare i sonni di Giuseppe Conte, con altri ricorsi che si profilano all’orizzonte e che non si limitano alle iniziative dell’avvocato Borrè e degli attivisti che avevano provocato la sospensione dei vertici del partito. Come rivelato da Claudio Marincola sulle pagine del Quotidiano del Sud, infatti, nel mirino ora ci sarebbe anche il modo con cui sono stati gestiti i soldi entrati in cassa a seguito del taglio dello stipendio dei parlamentari. Un altro caso che rischia di farsi particolarmente spinoso.

“In particolare – secondo il Quotidiano del Sud – sotto la lente dei più critici è finito l’affitto della mega sede di via Campo Marzio. Era stato il primo atto politico di Conte, il ritorno sulla scena, la transizione post governativa dell’ex premier che in pieno agosto indossava i panni di capo del M5S. Un segnale forte di quanto e di come sarebbe cambiata la creatura di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio sotto la sua guida. L’avvocato del popolo che si fa leader grillino”. L’idea era così stata quella di costituire una sede fisica, per dare il segnale di un cambio di rotta rispetto al passato.

La scelta era così ricaduta su un palazzo al civico 46 di via Campo Marzio a Roma, a pochi passi da Montecitorio. Una lussuosa sede che ora rischia di trasformarsi in boomerang, visto che “gli iscritti al web e i militanti chiedono conto di tutti i soldi che Conte ha speso per l’affitto, circa 12 mila euro al mese”. Chi lo ha deciso? “Attingendo ai fondi del M5S lo avrebbe fatto in modo illegittimo, senza alcun titolo. E non c’è nessun voto che potrebbe legittimare in maniera retroattiva la spesa”.

La questione sarebbe già stata posta anche ai due capigruppo Mariolina Castellone e Davide Crippa, che avrebbero firmato il contratto di locazione. “In ballo ci sono anche i 4 milioni di euro accantonati nell’ultima legislatura, il conto dedicato dove confluivano i versamenti dei parlamentari. Alcuni di questi, usciti successivamente dal M5S, hanno richiesto la restituzione di quanto versato. E tutto si è bloccato”.

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