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L’allarme degli esperti: “Vaccini inutili contro le nuove varianti del Covid”

Una campagna martellante, ossessiva, sulla necessità di vaccinarsi il prima possibile. Con tanto di ricatto istituzionalizzato sotto forma di Green pass, il certificato che impedisce a chi non si piega alla dittatura sanitaria di avere una vita normale. Eppure il governo italiano, sempre più deciso e convinto ora di dover procedere con le somministrazioni anche ai giovanissimi, continua a ignorare gli appelli di tanti scienziati che puntano il dito da un lato contro la pericolosità di farmaci di cui sappiamo ancora troppo poco, dall’altro contro la loro efficacia. Una tesi che sembra confermata ora da un nuovo studio.

L'allarme degli esperti: "Vaccini inutili contro le nuove varianti del Covid"

La testata inglese Guardian, infatti, ha recentemente diffuso alcune pubblicazioni dello Scientific Advisory Group for Emergencies (Sage), un team di esperti che affianca il governo britannico per aiutarlo nel prendere decisioni nella lotta alla pandemia. Analisi all’interno delle quali si legge: “L’ipotesi che emergano varianti del Covid-19 capaci di aggirare gli attuali vaccini è realistica”. Possibile, dunque, che si rendano necessari altri farmaci, molto più efficaci degli attuali, nel giro di qualche mese.

A confermare questo scenario è stato il professor Graham Medley, uno dei membri del Sage, che ha spiegato: “Parliamo di un’eventualità che, chiaramente, scienza e politica non possono sottovalutare e che ci riporterebbe molto indietro nella lotta al Covid”. Si tornerebbe, infatti, a dover lanciare in fretta e furia nuovi vaccini sul mercato, nella speranza che si rivelino più sicuri ed efficaci di quelli attuali. Con la necessità, quindi, di somministrare di nuovo dosi a tutta la popolazione.

Soltanto un’ipotesi, che però conferma quante incertezze circondino i vaccini attualmente a disposizione, pagati a peso d’oro dalle multinazionali del farmaco e ancora avvolti da tanti, troppi interrogativi. Non sufficienti, però, a fermare Draghi & co., che ora hanno messo nel mirino i giovani. Il Cts invoca somministrazioni rapide per gli under 18, ignorando gli allarmi di esperti che predicano, invece, cautela, sostenendo che i rischi potrebbero essere maggiori dei benefici.

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