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La scuola non è più per tutti: per 1 alunno su 3 scatta l’obbligo di tampone

Pubblicato il 01/12/2021 10:27 - Aggiornato il 03/08/2022 14:35

Iscrivere i propri figli a scuola rischia di diventare un privilegio riservato alle famiglie più abbienti, nell’Italia di Mario Draghi. Un Paese che vessa e umilia chi non si conforma ai diktat sul fronte sanitario, dando la caccia ai non vaccinati come fossero novelle streghe da ardere in fretta e furia. Ecco, allora, che le mamme e i papà di bambini che non hanno ancora ricevuto la somministrazione si troveranno presto a fare i conti con un salasso in arrivo: se non possono accompagarli ogni giorno a scuola, dovranno pagare per far effettuare loro i tamponi, altrimenti niente autobus.

La scuola non è più per tutti: 1 alunno su 3 sarà obbligato al tampone

Un problema non da poco e che riguarda una bella fetta della popolazione italiana: come raccontato da Patrizia Floder Reitter sulle pagine de La Verità, infatti, “stiamo parlando di un alunno su tre (1,1 milioni) per una spesa di 24 euro a settimana”. Il conto alla rovescia, per loro, è quasi scaduto: a partire dal 6 dicembre e fino al 15 gennaio, per salire su tutti i mezzi di trasporto locali sarà necessario esibire il Green pass. Chi non è vaccinato o guarito naturalmente dal Covid, dunque, sarà costretto a mettere mano al portafogli: per i ragazzi tra i 12 e i 18 anni il costo, calmierato, è di 24 euro ogni 7 giorni, che aumentano fino a 45 una volta raggiunta la maggiore età.

Un passaggio che mina nel profondo il diritto di scelta delle famiglie: quelle numerose, con più di un figlio in età scolastica, dovranno prepararsi a un’impennata nelle spese oppure arrendersi, rinunciare alle proprie libertà e obbedire, vaccinando i ragazzi per evitare il rischio di non riuscire ad arrivare a fine mese. Il tutto nel silenzio di una politica che ormai, da destra a sinistra, vive felice uno stato di perenne emergenza, che mette gli onorevoli al riparo da ogni assunzione di responsabilità e che in parecchi, sotto sotto, sperano possa durare il più a lungo possibile.

Alle pagine de La Verità il matematico Susi Tondino, docente di statistica e analisi del mercato, ha analizzato così la situazione che si è venuta a creare dopo il nuovo decreto: “Soprattutto nelle piccole città è impossibile non utilizzare un mezzo pubblico per raggiungere licei o istituti tecnici. Significa che un 27% di studenti sarà obbligato a muoversi con il Green pass per salire su bus o metropolitane”. Perplesso anche il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti: “Una disposizione che rischia di creare disagi e maggiori costi per le famiglie che risiedono nelle zone più distanti dagli istituti scolastici, con un’evidente disparità rispetto ai coetanei, alla luce del fatto che per frequentare le lezioni in classe non è previsto alcun obbligo”.

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