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“La crisi c’era già, Draghi l’ha ignorata”: l’accusa di Tremonti al premier

Pubblicato il 14/03/2022 09:55

Una crisi già delineata, con la sofferenza di tante famiglie e i rischi di ulteriori peggioramenti all’orizzonte. E ignorata da una Mario Draghi evidentemente concentrato su altri fronti, come l’accanimento sul Green pass, sulle mascherine e su tutti gli obblighi ancora in vigore nonostante numeri sempre migliori sul fronte pandemia. A bocciare nettamente le mosse dell’esecutivo è Giulio Tremonti, ex ministro dell’Economia intervistato da Fausto Carioti per Libero Quotidiano. Che ha riavvolto le lancette del tempo all’esplosione della pandemia, un momento che ha segnato “la rottura finale della globalizzazione” e ha un collegamento anche con il conflitto esploso in Ucraina.

“Le ragioni della guerra risalgono almeno al 2014 – ha spiegato Tremonti – se è scoppiata solo nel 2022 è perché nel frattempo, anche a seguito della pandemia, si è rotto l’ordine artificiale della globalizzazione. Si sono liberate forze che erano state per così dire ibernate e la Storia si è ripresentata nella sua configurazione originale: la guerra. Le sanzioni contro Putin? Funzionano al meglio quando il loro annuncio è sufficiente a produrre un effetto di deterrenza. Non è questo il caso, anche perché sono state introdotte a guerra già in corso”.

Un conflitto che ha avuto effetti devastanti anche per l’Italia, di colpo alle prese con prezzi del carburante alle stelle e aumenti sparsi nel costo dei prodotti sugli scaffali dei supermercati: “Non è corretto attribuire alla guerra tutto quello che oggi si sta vedendo nella nostra economia. Quasi tutti i fattori di crisi erano infatti già presenti nell’ultimo trimestre del 2021, la guerra li ha solo radicalizzati. I prezzi di tutte le materie prime erano già in salita: petrolio, legno, ghisa. Stesso discorso per l’energia”.

Ecco, allora, le responsabilità del governo Draghi, che invece di affrontare i problemi “ha preferito fuggire dalla realtà”. Secondo Tremonti, a dimostrare questa tesi c’è “l’irresponsabile legge finanziaria, che prevede spesa clientelare ovunque e contiene errori evidenti, come gli 8 miliardi di euro stanziati per gli sgravi fiscali al ceto medio a fronte di solo un miliardo e mezzo per le bollette. Una cifra insufficiente, ridicola, tanto che a gennaio hanno dovuto fare un nuovo decreto per calmierare le bollette, e poi un altro ancora. Vogliono fare qualcosa per la gente? Abbattessero temporaneamente le imposte sui combustibili”.

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