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In vacanza con il Covid e le mascherine. L’ultima delirante profezia di Ricciardi

Pubblicato il 20/03/2022 12:53

Walter Ricciardi non perde mai occasione per moralizzare la popolazione su quanto sia pericolosa la libertà. Secondo il consulente del ministero della Salute, infatti, lo stop a mascherine e restrizioni da maggio potrebbe portare ad un’impennata dei contagi fra giugno e luglio, proprio nel periodo delle vacanze estive.
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Mascherine al chiuso fino a giugno

“Una maggiore gradualità nella riduzione delle misure restrittive anti-Covid per evitare la risalita dei contagi”. Questo è quanto richiesto dall’igienista Walter Ricciardi, consulente del ministero della Salute, che torna a parlare dell’importanza delle mascherine al chiuso, anche dopo lo stop previsto dall’1 maggio sancito dall’ultimo decreto del Governo. «Io resto del parere – spiega oggi in un’intervista al Messaggero – che noi dovremmo tenere le mascherine al chiuso almeno fino a giugno. Credo che più in là sarà una decisione che il governo dovrà prendere. Lo stesso penso varrà per il Green pass per i luoghi al chiuso e affollati. Ma ripeto, si deciderà al momento opportuno».
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“Teniamo le mascherine per salvare l’estate”

Ricciardi lancia l’allarme su una possibile risalita dei contagi tra giugno e luglio per l’eliminazione delle misure restrittive anti Covid-19. E spiega che “per salvare l’estate serve mantenere la mascherina al chiuso”. Il super consulente spiega che «Potrebbe verificarsi che la risalita avvenga nei mesi estivi turistici e quindi qualcuno dei programmi stabiliti per far ripartire le imprese può essere che andrà rivisto. Del resto se togli le mascherine a maggio ci sarà una risalita il cui picco è prevedibile proprio tra giugno e luglio. Nonostante in estate si tenda a stare più all’aperto e quindi diminuiscono le occasioni di contagio, senza limitazioni, rispetto agli anni scorsi, anche la bella stagione nasconde delle insidie». Riguardo alla diffusione della Omicron 2 Ricciardi avverte: «Questa variante è più contagiosa, con il risultato che ora il Sars-Cov2 ha una contagiosità paragonabile a quella del morbillo e ogni persona ne contagia 15 o 16. Proprio per questo sottolineo che dobbiamo essere pronti a reintrodurre alcune delle restrizioni anti-Covid in caso di necessità».
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La pandemia continua a causa dei non vaccinati

Secondo Ricciardi, il fatto che la pandemia non abbia ancora concluso il proprio ciclo è da imputarsi alla “prateria dei paesi poco vaccinati”. L’igienista spiega che «È la spada di Damocle che ci pende sulla testa. Nella prateria dei Paesi poco vaccinati il virus continuerà a diffondersi e prima o poi una variante ce la farà pagare. Tutto perché non ci sono abbastanza vaccina a causa dei brevetti. Ad esempio l’hub produttivo dell’Oms in Sud Africa non può entrare in funzione». Ricciardi conclude parlando degli accordi con Big Pharma, sottolineando che «La nostra capacità decisionale rispetto all’intraprendenza di altri Paesi ci ha penalizzato. Francia, Belgio, Olanda e Svizzera a differenza nostra hanno stretto accordi rapidamente. Da noi c’è stata buona volontà, ma la burocrazia ha bloccato tutto».
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Brusaferro: “Dobbiamo imparare a convivere con il virus”

Sull’andamento dei contagi e sull’eliminazione delle restrizioni è intervenuto anche il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro, portavoce del Comitato tecnico scientifico (Cts). Secondo il professore è necessario “imparare a convivere con la pandemia”. In un’intervista a la Repubblica ha spiegato che «le misure saranno calibrate in base all’evoluzione della pandemia con un allentamento graduale e che cambieranno in base ai dati». Dunque le eliminazioni delle restrizioni non saranno definitive. Qualora il quadro epidemiologico lo richiedesse, infatti, potrebbero essere reintrodotte.
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Cautela o ipocondria?

Le parole dei membri del Cts, Ricciadi in primis, sembrano non lasciare spazio a dubbi: sono pronti a richiudere tutto se la situazione dovesse peggiorare. Le dichiarazioni dell’igienista sono coerenti con il suo solito “mood”, sempre molto allarmistico e spesso ingiustificato. Ricordiamo tutti la lunga serie di uscite di Ricciardi sulle ipotetiche centinaia di migliaia di morti se avessimo allentato la presa prima delle scorse estati. Sentenze che sono poi state costantemente disattese dai fatti. Sembra che la paranoia faccia da padrona nelle menti dei componenti del Governo e delle strutture commissariali, dal ministero della Salute al Cts, infatti, in molti sembrano essere presi dal panico in vista di quello che, a questo punto, potrebbe essere un temporaneo ritorno alla normalità. L’auspicio è che, anche ai piani alti, si possa comprendere che, come con gli altri virus, con il covid si dovrà convivere per lungo tempo e che non è plausibile il continuare a vivere sotto minacce e restrizioni.

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