in

Il Super Green pass resiste solo in Italia: così gli altri Stati stanno tornando alla normalità

Pubblicato il 25/01/2022 11:45

Da una parte l’Italia, convinta che il Green pass sia strumento fondamentale nella lotta al Covid e decisa ad andare avanti per la sua strada nonostante il parere contrario di tanti esperti. Dall’altra il resto del mondo, dove invece le limitazioni alle libertà personali stanno via via cadendo, lungo il percorso che porta a un ritorno alla vita precedente la pandemia. Per capire quanta differenza ci sia tra il nostro Paese e gli altri, anche quelli confinanti, basta dare un’occhiata alle politiche intraprese dai ripsettivi governi. Un confronto impietoso che smentisce chi ancora ripete, mentendo: “È così dappertutto”.

In questi giorni, Draghi e i suoi ministri hanno ribadito ancora una volta l’importanza del Green pass, fondamentale nel nostro Paese per avere accesso ai luoghi di lavoro pubblici e privati. A partire dal 20 gennaio, la certificazione virtuale è diventata necessaria anche per andare dal parrucchiere, dal barbiere, nei centri estetici. La versione “rafforzata”, rilasciata solo a seguito di vaccinazione o guarigione da Covid, serve invece per poter viaggiare a bordo dei mezzi pubblici, per andare al cinema o in albergo, per i musei e le fiere, le palestre e le piscine, le feste. Per tornare a quella normale quotidianità che il governo ha deciso di proibire, invece, ai non vaccinati. E all’estero, come funziona?

Il Regno Unito di Boris Johnson, criticatissimo dai nostri media e lodato invece dalla popolazione britannica, ha deciso di dire definitivamente addio al Green pass, che pure oltre la Manica era stato adottato in versione “minore”, necessario soltanto per i grandi eventi o le discoteche. Niente più restrizioni, dunque, e lancette del tempo riavvolte prima dell’inizio della pandemia. Se pensate che però si tratti di un’eccezione figlia delle scelte particolari dei governanti inglesi, però, sappiate che vi sbagliate di grosso.


In Spagna un certificato virtuale simile al nostro Super Green pass non è stato nemmeno mai introdotto. La versione “base”, ottenibile dunque anche tramite esito negativo di un tampone, è in vigore soltanto in alcune regioni e serve per accedere a bar, ristoranti e cinema. La Francia, invece, è l’unico Paese ad aver adottato una versione molto restrittiva del pass verde, ma ne ha ristretto l’utilizzo: è necessario, infatti, soltanto per accedere a cinema, ristoranti, musei, concerti e grandi eventi, ma non è obbligatorio per poter lavorare.

Ti potrebbe interessare anche: Vaccinato con doppia dose, muore di Covid il professor Reitani, ex assessore a Udine

Sostieni il paragone.it, abbiamo bisogno del tuo aiuto: DONA

In tempi così difficili per l'editoria garantire un'informazione contro il sistema e volta a smascherare i magheggi delle elite è sempre più difficile. Parlare del vaccino e della campagna vaccinale da un'altra prospettiva è rischioso. Sostieni il duro lavoro che ogni giorno svolgiamo schierandoci contro quella logica che vede l'informazione passare addomesticata solo per i canali mainstream. Diventa anche tu sostenitore de ilparagone.it e difendi l'informazione libera!
-->

“Io positivo, non voto”

Benetton, l’accordo con lo Stato è un trionfo: la “cifra iperbolica” che gli pagheremo noi italiani