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Il finto taglio della benzina: il decreto scomparso e la politica degli annunci

Pubblicato il 22/03/2022 09:34

Prima la rabbia degli italiani, costretti di colpo a fare i conti con un rincaro dei carburanti senza precedenti. Poi le promesse di un governo che, seppure con estremo ritardo, ha cercato di riportare tutti alla calma impegnandosi in interventi rapidi e incisivi. Infine, per non farsi mancare niente, anche una punta di giallo, con il tanto atteso decreto per il taglio delle accise su benzina e gasolio sparito nel nulla, non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficialie nonostante gli annunci roboanti. E così alla fine qualche utente, con malcelato timore, ha iniziato a chiedersi sui social: “Ma non è che sotto sotto ci stanno prendendo nuovamente in giro?”.

Come spiegato da Ugo Pepe sulle pagine del Tempo, nonostante l’emergenza carburante (che si somma al boom delle bollette) sembrerebbe suggerire rapidità e decisione, il decreto del governo per il taglio delle accise non si è ancora visto sulle pagine della Gazzetta. Un problema non da poco, considerando che senza la pubblicazione sarà impossibile garantire una qualsiasi diminuzione dei prezzi al distributore. Un piccolo giallo risolto per tempo, visto che il ministro Stefano Patuanelli ha assicurato che il testo sarà inserito in tempi brevissimi. Tutto rientrato? Forse no, visto che nel frattempo le proteste non si sono affatto placate, anzi.

Mentre gli esponenti dell’esecutivo era impegnati ad autocelebrarsi, il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ha infatti bocciato nettamente il provvedimento, che sposta 4,4 miliardi di euro per imprese e famiglie: “Deludente”. Una linea sposata anche dai presidenti di Confindustria Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte, che hanno rincarato la dose: “C’è profonda insoddisfazione e preoccupazione. Pur nella consapevolezza che l’intero sistema industriale italiano è a rischio paralisi tra aumenti delle materie prime, difficoltà di approvigionamento delle forniture e costi, nel decreto manca la determinazione di cui c’è bisogno in periodi eccezionali come questo”.

Sullo sfondo dell’intervento del governo resta la tassa sugli extra-profitti delle grandi imprese del settore dell’energia, un prelievo del 10% su quanto incassato in più nel corso degli ultimi sei mesi. L’obiettivo dichiarato è quello di raccogliere 4 miliardi di euro a mezzo contributo a titolo di prelievo straordinario. Lo spettro delle società coinvolte è stato allargato fino a coinvolgere tutti i produttori, rivenditori e importatori di energia elettrica, gas e prodotti petroliferi.

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