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Il fallimento del governo di “Promettopoli”. 4 milioni di italiani senza gli aiuti previsti con il decreto di marzo

Come riferito da “La Repubblica”, tra il decreto Cura Italia del 17 marzo e il decreto Rilancio del 19 maggio, rimangono ”sospesi” ben 4 milioni di lavoratori. Di questi, circa 3 milioni sono i dipendenti che non hanno ricevuto la cassa integrazione e 1 milione sono gli autonomi che non hanno ricevuto il sussidio dei 600 euro. 

Insomma 4 milioni di persone, a cui il governo di promettopoli aveva dichiarato sostegno a marzo e che al 22 maggio restano ancora senza aiuti. Oltretutto, le prospettive per il mese di aprile non sono migliori. Se si facessero un po’ di calcoli, si constaterebbe facilmente che il ‘cerchio non si chiude’ sia per gli autonomi che per i dipendenti.

Per quanto riguarda il bonus dei 600 euro per il mese di aprile, l’inps ha annunciato ieri che entro lunedì nè rinnoverà in automatico l’erogazione ai 3,7 milioni che lo hanno già preso in marzo. Le domande arrrivate sono 4,8 milioni. Dunque 1,1 sarebbero inevase. Siccome il presidente dell’Inps Pasquale Tridico ha comunicato che 200 mila sono state respinte, viene spontaneo chiedersi cosa ne sarà delle altre 800.000? Emerge pertanto un vergognoso paradosso, spiegato dal giornale: chi non ha chiesto i 600 euro per il mese di marzo non potrà ottenere il sussidio per il mese di aprile, non è possibile fare domanda per aprile e dovrà aspettare maggio.

La cassa integrazione, invece, è stata richiesta da 7,2 milioni. Di questi solo 4,6 hanno la hanno incassata, ma 3,8 hanno potuto contare sull’anticipo delle aziende, che andranno a conguaglio. L’Inps ha erogato l’assegno solo a 800mila lavoratori. Un quarto scarso di quanto doveva. 

Con il decreto rilancio le cose non dranno meglio. La cassa previdenziale dovrebbe anticipare il 40% della cassa integrazione in 15 giorni dalla domanda, ma per Cig ordinaria e assegno ciò vale per le domande dal 19 giugno in poi. Questo significa che gli anticipi arriveranno solo ai primi di luglio. Per la Cig in deroga , la gestione è stata tolta dalle Regioni, lagestione si è rivelata fallimentare, ma solo le aziende che hanno già consumato le prime 9 settimane di cassa possono chiederne da subito 5 direttamente all’Inps, così da avere il 40% di anticipo. Le altre aziende dovranno prima continuare a rivolgersi alle Regioni. 

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