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“Il covid non smetteva di infettare alle 18”. La storica sentenza che sbugiarda Conte e Draghi

Pubblicato il 14/04/2022 17:30

Un clamoroso schiaffo alla gestione della pandemia degli ultimi due governi, fatta di lockdown, orari assurdi ed imposizioni illogiche. I tempi della giustizia, si sa, non sono proprio immediati. Ma a volte vale la pena aspettare. Specialmente quando si è consapevoli di essere nella piena ragione e di aver subito dei soprusi inimmaginabili da parte dello Stato. È il caso di Rosanna Spatari, che è riuscita a collezionare ben due sentenze favorevoli nell’arco di un mese.
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Il simbolo della ribellione

La titolare della Torteria nel centro di Chivasso è ormai diventata una donna simbolo della ribellione contro le restrizioni anti-Covid. L’intrepida Rosanna ha sfidato tutti, da Conte a Draghi, lottando contro prefetti e questure, continuando ad organizzare aperitivi nonostante le vessazioni, i sigilli e le chiusure imposte dalle forze dell’ordine. Le sue famose aperture di protesta nonostante i lockdown radunavano centinaia di persone tra non vaccinati e no Green Pass, in barba alle imposizioni di tenere chiuso il locale. Questo aveva provocato la reazione sempre più agguerrita delle Istituzioni, che dalle multe sono poi passate a sequestri perdurati per mesi, anche dopo la fine del lockdown. Ma ora la piccola Rosanna inizia a prendersi le sue rivincite.
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Giustizia è fatta

Una vicenda quella della Torteria di Chivasso che ha del surreale. Un vero e proprio simbolo dell’accanimento insensato ed infame delle Istituzioni verso i liberi cittadini che chiedevano solo di poter lavorare. Una questione finita, ovviamente, nelle sedi giudiziarie. La difesa dall’avvocato Alessandro Fusillo è stata fondamentale nell’iter di rivalsa legale. Proprio nei giorni scorsi il giudice di pace di Ivrea ha accolto il ricorso della Spatari contro il provvedimento del prefetto di Torino, che aveva imposto una prima chiusura del locale per cinque giorni. Siamo al 31 ottobre 2020 quando la guardia di finanza trova una decina di clienti nel locale dopo le 18:00, che in quel momento era l’orario consentito dalle limitazioni anti-Covid. Il giudice Giampiero Caliendo ha però decretato (alleluja, alleluja!) che non c’è modo di avere riscontri tecnico-scientifici sull’efficacia della chiusura alle 18:00 contro la diffusione del virus: «Non si nega l’esistenza di un margine di discrezionalità da parte delle istituzioni ma l’importanza di tutti gli interessi costituzionali coinvolti avrebbe imposto una motivazione qualificata. Dunque sussiste un vizio di motivazione, che rende condivisibili e fondate le ragioni della Spatari». Un provvedimento tanto logico quanto atteso da tutti.
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Un’altra vittoria

Fa ben sperare il vedere come, finalmente, la magistratura si stia svegliando, esprimendosi in modo logico rispetto a misure e provvedimenti del tutto illogici. È già la seconda volta, infatti, che un tribunale si pronuncia favorevolmente sulla questione della Torteria. Già un mese fa la Corte di Cassazione aveva ordinato il dissequestro del locale. Questa volta i sigilli erano stati posti per “inosservanza dei provvedimenti dell’autorità”. La Spatari non aveva osservato il verbale di chiusura per cinque giorni emesso dai carabinieri il 27 gennaio 2021, l’ingiunzione del 19 aprile del prefetto e nemmeno le richieste di presentazione al comando della polizia locale di Chivasso il 29 gennaio e il 3 marzo 2021. Il riesame aveva confermato la bontà del sequestro, ma la titolare aveva fatto ricorso anche in Cassazione. L’ultimo grado di giudizio ha recuperato un po’ di quel senno che si era perso per strada negli ultimi due anni, sancendo che il fatto non è previsto dalla legge come reato, con riferimento all’articolo 650 del codice penale invocato nella misura, dal momento che il decreto del 25 marzo 2020 aveva depenalizzato il reato.
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Finalmente!

Pian pano, a piccoli passi, la magistratura sembra orientarsi nello sgretolare sempre di più il muro di quegli illegittimi provvedimenti che hanno causato tante angherie a poveri cittadini italiani. Dopo due anni di controlli a tappeto, imposizioni, chiusure forzate, vessazioni di ogni genere e grado, vedere questo genere di sentenze fa bene al cuore e all’anima.

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