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“Il caro-carburante è una truffa!”. Un governo incapace a tutto accusa se stesso della propria incapacità

Pubblicato il 13/03/2022 11:11

Il Ministro Cingolani sul caro-benzina: «Truffa a cittadini e imprese». Basterebbe questo per alzare le sopracciglia e tornare a rileggere le parole precedenti. Ma come? Un Ministro della Repubblica che dice che il suo stesso Governo sta truffando gli italiani? Sì, è proprio così.
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Una “colossale truffa”

«Stiamo assistendo ad un aumento del prezzo dei carburanti ingiustificato, non esiste motivazione tecnica di questi rialzi e la crescita non è correlata alla realtà dei fatti è una spirale speculativa, su cui guadagnano in pochi. Una colossale truffa a spese delle imprese e dei cittadini». Dopo aver pronunciato parole al veleno, il Ministro della Transizione Ecologica è andato oltre, spiegando come, oggi, sia necessario «stabilire un prezzo massimo oltre il quale gli operatori europei non possono andare, è fondamentale. Chiunque esporta gas non può fare i conti senza l’Europa: serve un tetto massimo per il prezzo del gas, un costo appetibile da non affossare il mercato; si può discutere intorno ad una cifra di 80 euro megawatt/ora che è già il doppio di quanto pagavamo un anno fa» ha proseguito Cingolani, sottolineando che da soli non possiamo imporre simili scelte, mentre se l’Europa fosse unita il discorso sarebbe diverso. «E se fisso il prezzo del gas, fisso anche il prezzo per l’energia elettrica» conclude.
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La “speculazione” sul carburante

Tutto bene fin qui. Peccato che, allo stato dei fatti, quello di Cingolani sembri un vero e proprio “scarica-barile” (per rimanere in tema). Il Ministro, infatti, prima muove accuse generalizzate e poi tenta la retromarcia. Ma di chi sono le le responsabilità? Chi sono questi speculatori? Quali sono le colpe del suo Esecutivo? Tutte domande a cui il Cingolani avrebbe dovuto rispondere, viste le sue dichiarazioni. Parole che hanno scatenato un vero e proprio terremoto le sue, tanto che fonti del Ministero sono poi state costrette a metterci una toppa, dichiarando che «Il Ministro Cingolani, parlando di speculazione di mercato, si riferiva al prezzo del greggio e del gas, in aumento esponenziale nonostante non ci siano problemi di carenza dell’offerta».
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Le associazioni prendono posizione

Dichiarazioni arrivate troppo tardi, perché dopo le parole del Ministro si sono subito mobilitate alcune associazioni. L’Unione Nazionale dei Consumatori ha annunciato un esposto all’Antitrust e alla Procura della Repubblica per accertare la tempistica degli aumenti del carburante, chiedendo che Cingolani venga sentito come persona informata sui fatti, mentre Assoutenti ha chiesto al Governo di varare «un decreto ad hoc per fermare le speculazioni sui carburanti e frenare l’escalation dei listini alla pompa». Insomma un vero e proprio autogol quello del Ministro, che si è esposto più come se fosse un membro del Codacons piuttosto che un membro del Governo.
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Cosa intende fare il Governo?

Ma soprattutto, cosa intende fare Cingolani? È bene ricordare a chi ci legge che il Ministro ha rilasciato diverse dichiarazioni nel merito. Lo scorso 28 febbraio assicurava che «nel brevissimo termine, nell’ordine di settimane, non c’è alcun problema di approvvigionamento», per poi ribadire il concetto in data 8 marzo, dicendo che «Se dovesse cessare completamente la fornitura dalla Russia, le riserve attuali ed il piano di emergenza ci darebbero tempi sufficiente per arrivare alla stagione buona». Bene, se non fosse che due giorni dopo, uscendo dal G7 sull’energia, ha iniziato a gridare alla “tragedia sociale”. Cosa intendono fare il Governo Draghi ed il Ministro Cingolani per calmierare dei prezzi che sono ormai fuori controllo? Piuttosto che sventolare accuse impersonali verso un’effimera “speculazione di mercato” sarebbe il caso che si decidessero ad intervenire seriamente, anche in vista del blocco dei trasporti indetto da lunedì.

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