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“I soldati ucraini sparano alle gambe dei prigionieri russi”: il video choc che ha sconvolto il mondo

Pubblicato il 28/03/2022 13:14

Soldati russi atturati, caricati su una camionetta per il trasporto. E poi, una volta fatti scendere dal mezzo, colpiti alle gambe con dei colpi di mitra. Scene agghiaccianti che hanno per protagonisti alcuni dei militari dell’esercito ucraino e che hanno subito fatto il giro del mondo, scatenando la rabbia e l’indignazione degli utenti che, dopo aver condannato Putin nelle scorse settimane, ora chiedono a Kiev di fermare questo orrore incomprensibile.

A diffondere per primo le immagine è stato il quotidiano tedesco Bild, che ha denunciato le violenze messe in atto da alcuni militari ucraini nei confronti dei soldati russi. Un filmato introdotto dalla voce di un giornalista che avverte gli spettatori: “Quello che state per vedere è un video molto forte, si tratta di soldati russi che vengono catturati da soldati ucraini”. Poi hanno inizio le violenze sui militari, prigionieri e inermi.

“I russi sono ammanettati – è il commento del giornalista mentre scorrono le immagini – hanno gli occhi bendati, e vengono colpiti dai soldati ucraini in modo da non poter più camminare: gli sparano nelle gambe”. Nella sequenza si vedono tre soldati a cui viene riservato questo trattamento, il terzo dei quali si inginocchia ma non viene comunque risparmiato, colpito anche lui alle gambe con dei proiettili.

“Abbiamo mostrato il video completamente pixellato, solo una piccola parte, in cui si vedono 3 soldati russi. In tutto il video se ne vedono 10, tutti con ferite alle gambe”. Secondo quanto riportato dal giornalista della Bild, i soldati che hanno commesso le violenze sarebbero ucraini e parlano russo con accento ucraino: “Se quello che abbiamo visto fosse confermato si tratterebbe di un crimine di guerra commesso dalle truppe ucraine. Il presidente Zelensky dovrebbe spiegare e questi soldati renderne conto. Sappiamo che combattono per le loro famiglie, ma un simile comportamento schifoso non è comprensibile”.

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