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Gismondo: “La paura sale perché i conti sui malati di Covid sono sbagliati”. I veri dati

Pubblicato il 20/11/2021 10:04

Si avvicinano le festività natalizie e, seguendo un copione tristemente già visto, ricominciano puntuali i toni allarmistici da parte di scienziati e governanti, tutti convinti della necessità di intervenire con nuove misure restrittive onde evitare che l’emergenza sanitaria possa nuovamente farsi ingestibile. Appelli per la terza dose che si alternano a ipotesi disparate sulle prossime, inevitabili chiusure: forse un ritorno alla zona gialla per tutti, forse addirittura il lockdown. Ma siamo davvero sicuri che la situazione sia apocalittica come ce la stanno descrivendo?

Tra le voci fuori dal coro, per nulla convinta della correttezza di certe letture catastrofiche, c’è anche quella di Maria Rita Gismondo, direttrice dei reparti di Microbiologia clinica e Virologia dell’ospedale Sacco di Milano. Dalle pagine del Fatto Quotidiano, la scienziata si è lanciata in un’analisi delle strategie comunicative adottate nelle ultime settimane, con un articolo dal titolo piuttosto emblematico: “Sbagliando i conti, la paura sale”. Puntando il dito proprio contro i dati, apparentemente terribili, che ci vengono presentati in questi giorni.

Dopo aver ricordato come già alle elementari, in teoria, le maestre avrebbero dovuto insegnarci a distinguere “le mele dalle pere”, senza farne un unico macro-insieme, Gismondo spiega così l’inghippo: ogni giorno “vengono comunicate le percentuali di tamponi positivi, lasciando intendere che sia la percentuale di infetti sull’intera popolazione”. Niente di più sbagliato, invece, visto che si tratta “del numero di positivi rispetto al numero di test effettuati”, non certo corrispondente al totale degli abitanti del nostro Paese.

Spiega Gismondo: “Per avere un’incidenza indicativa, potremmo analizzare almeno un campione significativo di tuti i residenti. I dati che vengono forniti, invece, si riferiscono a un campione ‘sporco’, cioè che comprende solo coloro che si sottopongono a test, spesso per sintomi o contatti. Ciò favorisce una risultante percentuale più elevata, falsa”. Così come falso, secondo l’esperta, sarebbe il presunto boom di contagi tra i bambini: “La matematica in realtà ci dice che l’incidenza dei ricoveri in terapia intensiva tra i giovanissimi (0-19 anni) è stata pari a 0,0023 e quella decessi a 0,0003. Queste già minime percentuali si abbassano drasticamente se osserviamo la fascia 0-12”.

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