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“Basta con mascherine e Green pass: buttare via tutto”. La prof Gismondo disintegra Speranza

Pubblicato il 11/04/2022 12:46

La professoressa Maria Rita Gismondo lo dice forte e chiaro, e ancora una volta si ritrova a remare controcorrente rispetto alle follie di Speranza e del governo Covid. “Le mascherine al chiuso sono inutili. Con Omicron, il tasso di trasmissibilità del virus è diventato così alto che tenere le mascherine non contiene il contagio. Tanto più ora che, giustamente, abbiamo scelto di scendere a un compromesso con la presenza del Covid, accettando pochi casi più seri, a fronte di una maggioranza di infezioni blande tra le persone vaccinate e immunocompetenti”. Lo dice in un’intervista a La Verità. E attacca anche la decisione che prevede che i bimbi dai 6 anni in su sono tenuti a portare la mascherina a scuola, benché alcuni studi rivelino che ciò comporta problemi di socializzazione e, addirittura, nello sviluppo del linguaggio. (Continua a leggere dopo la foto)

“I bambini – spiega la professoressa Gismondo – hanno metabolizzato il concetto che l’altro non è l’amico da conoscere ed esplorare, ma l’untore. In questa fase evolutiva, è allucinante: tutto ciò condizionerà la loro crescita. Stiano pure senza mascherina, anche perché le indossano a scuola, ma poi al parco no. Prima di attuare una misura, bisognerebbe valutarne le conseguenze. Persino qualche membro del Cts ammette che alcuni provvedimenti sono stati inutili a contenere il virus, benché gravidi di conseguenze negative”. Il riferimento è alla “confessione” di Donato Greco. “Sentir dire che i lockdown non sono serviti non è banale, visto che quelle chiusure hanno prodotto una crisi economica terribile, problemi psicologici enormi, nonché la pandemia parallela dell’assenza di cure mediche per tante altre patologie”. (Continua a leggere dopo la foto)

Fabrizio Pregliasco lascia intendere che la mascherina dovrebbe diventare un’abitudine permanente. La Gismondo va su tutte le furie: “Io temo che della mascherina ci libereremo con una certa difficoltà: le persone si sentono più sicure indossandola. Mi sembra impensabile che ci abituiamo a non vedere più l’espressione di un volto, a non interpretare più la mimica facciale delle altre persone. Rinunciare a questo sarebbe gravissimo. Va bene aver portato la mascherina quando serviva, ma adesso, per favore, lasciamola. Siamo l’unico Paese che, uscito da uno stato d’emergenza – quello per il Covid – ne ha dichiarato un altro – per la guerra. Ci siamo così affezionati all’emergenza che non ne possiamo fare a meno…”. (Continua a leggere dopo la foto)

Conclude la professoressa Gismondo: “In una fase in cui il virus provoca una patologia assolutamente sopportabile, c’è un elevato livello di immunizzazione e chi non ha voluto vaccinarsi, comunque, non lo farà, bisognerebbe smetterla di inseguirei fantasmi. È normale che ci sia una percentuale minoritaria di persone che rifiuta l’iniezione. E non le convinceremo con una multa”. E il Green pass? “È odioso. Lo è stato inizialmente, perché era stato presentato per uno scopo e dopo hanno ammesso che in realtà lo scopo era di obbligare surrettiziamente la gente a vaccinarsi, Ed è odioso oggi, perché non serve a nulla, non ha senso e tiene in piedi delle remore da emergenza che non ci lasciano staccare psicologicamente dalla pandemia, Non occorre essere complottisti per credere che, anche con obiettivi diversi, il Green pass non ci abbandonerà mai”. Si invita a leggere l’intervista completa su La Verità.

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