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Giorlandino: “Da noi il 72% dei positivi è vaccinato. Ecco perché il vaccino mRNA è inefficace”

Pubblicato il 24/12/2021 09:28

“I nostri dati, come sostengono molti autori prestigiosi – spiega ad Affari Italiani il Prof. Claudio Giorlandino, direttore scientifico dell’Istituto di Ricerca e Diagnostica Altamedica – supportano l’evidenza che le persone vaccinate sono ora una parte significativa della pandemia. La scelta di utilizzare un vaccino non tradizionale che non produca immunità verso l’intero virus ma solo verso una piccola parte di esso, estremamente variabile, come la proteina spike, che ovviamente è stata più volte profondamente modificata, rende questi vaccini rapidamente inefficaci e contribuiscono alla diffusione della pandemia, provocando un falso senso di sicurezza per coloro che vengono vaccinati ripetutamente. Nessuna protezione, infatti, può essere garantita ripetendo la vaccinazione a breve distanza”. (Continua a leggere dopo la foto)

“Quale vaccino può essere considerato efficace se, si vocifera, debba essere ripetuto più e più volte per funzionare? – afferma Giorlandino – Ma se si voleva seguire questa ingiustificabile scelta di affidarsi a Pfizer o Moderna per far produrre, dai nostri ribosomi, attraverso la somministrazione di un RNA alieno, una proteina ipermutevole, perché non somministrare direttamente tale proteina? Non sarà una vaccinazione ‘definitiva’ perché la Spike muta. Ma, ancora una volta nasce spontanea la domanda: perché non si fa un ulteriore sforzo? Già da adesso passare ad un vaccino da virus inattivato? Tipo Sinopharm, SinoVac o, meglio, Bharat?”. (Continua a leggere dopo la foto)

Conclude Giorlandino: “Un vaccino da virus inattivato è definitivo, non teme varianti e gli ultimi studi lo descrivono efficacissimi e definitivi, come per chi ha contratto immunità naturale che può, raramente, contagiarsi, ma non ammalarsi o contagiare a sua volta. A questo punto, visto che non abbiamo voluto utilizzare un vaccino tradizionale l’unica salvezza sarà affidarsi, come sempre per tutte le pandemie, all’immunità di gregge che fortunatamente, in Italia, è vicina”. La stoccata finale, alla luce dei dati analizzati da Altamedica: “È sbagliato e pericoloso parlare di pandemia dei non vaccinati ed emanare nuove restrizioni solo per colpire i non vaccinati”. (Continua a leggere dopo la foto)

Si legge su Affari: “Tra giugno e novembre 2021 il Laboratorio Altamedica di Roma ha rilevato 866 nuovi casi di Covid-19 mediante analisi Rt-Pcr in tempo reale. Di questi, 623 (72%) erano vaccinati (496 completamente e 127 parzialmente con Biontech/Pfizer BNT162b2, Moderna e Astrazenca) e 243 (28%) non vaccinati. Il 31% (191) delle persone vaccinate era asintomatico e il 69% (432) sintomatico; il 7% (43) era ricoverato in ospedale e l’1% (7) deceduto. Tra le persone che non erano state vaccinate, il 67% (162) era sintomatico, il 12% (3) ricoverato in ospedale e il 2% (5) deceduto.

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