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Galli a valanga contro la quarta dose: “Ecco perché non va fatta”. E boccia il vaccino

Pubblicato il 23/02/2022 07:37

E adesso chi avrà il coraggio di dare del No vax al professor Galli? Già, perché tra i televirologi in prima fila nella crociata contro la quarta dose c’è proprio lui. Ascoltare per credere. Dal primo marzo si partirà con la quarta dose per i più fragili e in Myrta Merlino – conduttrice del programma “L’Aria che Tira“, in onda su La7 – sorge il timore che si possa ripetere quanto visto in passato, che alla fine tutti dovranno fare il secondo booster del vaccino anti-Covid. Del resto è stato il ministro Speranza stesso a metterci già questa pulce nell’orecchio, parlando di questa possibilità per l’autunno. Nella puntata del 22 febbraio è ospite in collegamento il professor Massimo Galli, il quale rispondendo ai dubbi della padrona di casa ha dichiarato: “Me ne diranno di tutti i colori ma sostengo una volta di più che sarebbe opportuno che la quarta dose venisse fatta anche sulla base della valutazione se una risposta immunitaria c’è stata oppure no”. (Continua dopo la foto)

Aggiunge Galli: “Sia prima, che dopo la quarta dose soprattutto. Se i superfragili e gli immunodepressi non rispondono neanche alla quarta dose abbiamo il problema di come andare a riproteggerli. Io ritengo che la quarta dose, con il vaccino che abbiamo, sia da fare soltanto a determinate categorie che necessitano di una particolare protezione e con un intervento più medico rispetto agli interventi di sanità pubblica. Ma una quarta dose generalizzata – sottolinea l’esperto in pensione – con questo vaccino, in un Paese che ha avuto milioni di casi di Omicron recenti, che hanno dato una spinta all’immunità, e con tanta gente con tre dosi, non ha senso e non è di reale utilità, hanno fatto marcia indietro anche in Israele”. (Continua dopo la foto)

Già, ma a Speranza&Co. questo non interessa. Non interessano i dati di Israele, non interessa la scienza. La questione è solo politica. E ora forse se ne stanno accorgendo tutti. Spiega ancora Galli: “Oggettivamente questo vaccino è impostato sul virus che circolava nel febbraio del 2020, lo avrò detto milioni di volte. Da allora molte varianti sono passate sotto i ponti. Questo vaccino è stato eccezionale, nonostante tutto, nell’evitare ai trivaccinati di finire in ospedale, ma non è stato altrettanto efficace nell’evitare ai trivaccinati di beccarsi l’Omicron dopo un’esposizione neanche particolarmente rilevante”. (Continua dopo il video)

Conclude Galli: “Ha grandissimi meriti e ha fatto la sua parte. Attualmente un’ulteriore dose booster deve essere considerato nelle persone con condizione cliniche di immunodepressione e immunosenscenza, quindi nei più anziani che potrebbero avere una mancata risposta immunitaria”.

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