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Perché è sempre più probabile il voto in autunno: l’ultimo retroscena da Palazzo Chigi

Pubblicato il 04/05/2022 08:54

Quello che viene dato come un retroscena è per noi in realtà una grande speranza. In autunno ci si potrà finalmente libere di Draghi e del suo governo. È infatti sempre più calda l’ipotesi di un voto in autunno. Come racconta Cuzzcrea su La Stampa, è sempre “mentre Stefano Patuanelli parlava in Consiglio dei ministri, lunedì, cercando di far capire al presidente del Consiglio la posizione del Movimento 5 stelle” sugli inceneritori, “Mario Draghi lo guardava come se avesse davanti un fantasma. Con l’aria di chi è chiamato a dirimere una questione che non lo riguarda: i poteri speciali per creare nuovi impianti li ha chiesti il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, quindi il Pd. Il partito alleato del Movimento. Per il premier, è una questione che devono risolvere tra loro. Ma non c’è solo l’irritazione per quello che considera un falso problema, a spingere l’ex presidente della Bce a fare – a Strasburgo – un’altra dichiarazione che ha colpito al cuore la comunicazione M5S”. (Continua a leggere dopo la foto)

L’attacco al bonus 110 per cento non è nuovo, “Draghi è realmente convinto che sia fonte di storture e che bisogna presto tornare alla normalità. Già una volta, in conferenza stampa, aveva parlato delle truffe che si sono consumate sui bonus edilizi, facendo infuriare il partito di Conte e in particolare il maggiore sponsor della misura, l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro. Continuerà a dirlo, e continuerà a non concedere nulla a una narrazione che considera dannosa per il Paese. Ma a pesare in rapporti già molto tesi sono state, nelle ultime ore, le dichiarazioni del presidente M5S sull’invio di armi all’Ucraina. Sia a Palazzo Chi-gi che nel governo spiegano che nessuno può pretendere da Draghi una nuova relazione al Parlamento”. (Continua a leggere dopo la foto)

La risoluzione votata a marzo dà la possibilità al governo di inviare aiuti all’Ucraina, anche militari, con decreti interministeriali fino al 31 dicembre. “Lo sanno i 5 stelle come lo sa Matteo Salvini. Sanno quindi, sia Conte che il segretario leghista, di sparare a salve con dichiarazioni che tentano di intercettare un sentimento presente nel Paese, senza per questo essere chiamati a fare alcun reale atto di rottura. Perché un nuovo voto non è previsto e non ci sarà. Con quelle che qualcuno tra i grillini definisce addirittura «provocazioni», Draghi scopre il bluff”, e “dentro il Parlamento si è fatta strada un’idea molto precisa: così è impossibile arrivare alla primavera del 2023”. Il presidente del Consiglio aveva avvisato – subito dopo la brutta avventura del voto per il Colle – che non avrebbe tirato a campare. (Continua a leggere dopo la foto)

Così, la voce che gira sempre più insistente tra gli stessi esponenti del governo, “è che il premier abbia dato mandato al ministro dell’Economia Daniele Franco di anticipare la manovra di Bilancio in modo che sia pronta già in estate. L’unica mossa che permetterebbe a Sergio Mattarella di avallare elezioni in pieno autunno”. Altri segnali: “Soffre la Lega, e si vede dallo stato in cui sono i rapporti nel centrodestra, a partire dalle liti in Sicilia. E soffrono Pd e 5 stelle, che non vedono più troppe ragioni per stare insieme. Se un tempo il segretario pd Enrico Letta cercava di mediare, quel tempo è finito. Dopo il Colle, i rapporti con Conte non sono mai tornati come prima. E anche tra i dem la voglia del voto si fa sempre più spazio”. L’unico obiettivo del presidente del Consiglio ora “è portare a compimento nel modo migliore gli impegni presi con l’Europa”. Poi arrivederci e grazie.

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