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“Il covid è una malattia pediatrica”: la fake news di Palù

Pubblicato il 29/11/2021 20:53

Da quando lo ha detto Giorgio Palù è diventato un (altro) dogma della pandemia: “Il Covid è una malattia pediatrica”. Per la precisione, il presidente dell’Aifa ha detto al Corriere della Sera: “Il Covid è diventata una malattia pediatrica, tra le prime cause di morte a questa età. Mentre nessuna giovane vita è stata interrotta a causa del vaccino”.

Tale citazione è stata ripresa da un articolo de La Stampa del 29 Novembre, in un pezzo che elenca tutte le voci a favore e contro il vaccino ai bambini. Tra le voci contrarie spicca quella di Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani di Roma (che, ricordiamo, non è un ospedale ‘qualsiasi’ ma l’Istituto Nazionale Malattie Infettive): “Sono un vaccinista convinto, ma il mio consiglio in questo momento è di non vaccinare i bambini” dichiara Vaia “Non c’è nessun bambino in rianimazione, resistono al virus e non si capisce perché non conoscendo in questo momento gli effetti a lunga distanza , dobbiamo vaccinarli”. La sperimentazione sui bambini di Pfizer è stata condotta su 3.116 bambini: pochi, troppo pochi anche per Crisanti che, infatti, ci va cauto: “Non credo che i dati a disposizione siano sufficienti per giustificare questa decisione”, ha dichiarato il microbiologo che, da par suo, preferirebbe dare priorità alla terza dose. “Al momento non credo che i dati a nostra disposizione giustifichino questo tipo di vaccinazione, per almeno due motivi: in quella fascia di età la severità della malattia e la mortalità è quasi pari a zero. Peraltro, sappiamo che l’immunità di gregge non sarà mai raggiunta, quindi il rapporto rischio/benefici ad oggi non sembra giustificarne la vaccinazione”: questa è stata invece l’opinione di Maria Rita Gismondo sulla vaccinazione ai bimbi.

Tutte opinioni a dir poco autorevoli. Eppure Palù, invece, ritiene che su bambini e Covid i dati americani e anche quelli dell’Iss “ci dimostrano che Il 30% dei casi li riguarda, ci sono ricoveri”, riporta La Stampa. Ma è così? Perché oltre al parere degli esperti citati, esistono i dati. E non dei dati a caso di qualche oscura ricerca, ma proprio l’ultimo rapporto dell’Iss, l’Istituto Superiore di Sanità, datato 26 novembre 2021: vero che “l’incidenza di infezione da Sars-Cov2 è in aumento in tutte le fasce d’età”, ma per i più piccoli non si denota nessuna criticità nei numeri dei ricoveri. Nella fascia 6-11 anni, infatti, “sono stati segnalati 31.365 nuovi casi, di cui 153 ospedalizzati e 3 ricoverati in terapia intensiva”. Dall’inizio dell’epidemia al 17 novembre su 3,2 milioni di bambini dai 6 agli 11 anni di età, ne sono finiti in terapia intensiva 36 e sono morti in nove. In breve, un bambino positivo su 10.000 è finito in intensiva sviluppando gravi conseguenze. Sotto, la tabella contenuta stilata, di nuovo, dall’Istituto Superiore di Sanità, e contenuta nel Bollettino sulla sorveglianza Integrata Covid – 19 del 10 novembre 2021,

E visto che Palù cita dati ‘Usa’, vale la pena ricordare che tra i minori vaccinati Pfizer, negli Usa (ce lo riporta La Verità), nella fascia tra i 5 e i 17 anni (anche più ampia di quella di cui si sta parlando) alla scorsa settimana risultavano 607 miocarditi e pericarditi, che vuol dire più o meno un caso ogni 10.000 vaccinati. E stiamo parlando di una vaccinazione che dal presidente dell’Aifa viene definita “sicura e protettiva”. Insomma, vi sono fior di fonti ufficiali che questa emergenza sui minori non ce la rappresentano e che, anzi, gettano più di qualche ombra sull’infallibilità del vaccino. Eppure si usa una frase che per i genitori è terrorizzante come “il covid è una malattia pediatrica”, anche se non è suffragata dai dati. Ci si chiede per quale ragione e ci si chiede anche se i genitori italiani meritino di vivere ancora nella paura, ora per i propri figli, dopo aver temuto per la propria salute e anche per il proprio sostentamento.

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