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Ecco l’arma finale del Parlamento italiano contro la crisi del gas. Sì, è tutto vero. Siete pronti a sbellicarvi?

Pubblicato il 10/03/2022 20:09

Tempi duri i nostri. Tra un improvvisato pacifista che prende schiaffi all’estero ed un virologo ecologista che invoca il “Green Pass energetico”, ecco che il Governo italiano, fortemente provato da quelle sanzioni che esso stesso ha propiziato, sfodera l’arma finale per far fronte al tirannico nemico russo ed al suo egemonico controllo delle risorse energetiche.
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La mossa anti-Russia di Montecitorio: spegnere il riscaldamento un’ora prima

“La politica energetica del termostato”. Così potrebbe riassumersi la tattica del Governo per far fronte alla crescente penuria di materia gassosa. La Camera dei Deputati, infatti, ha deciso di dare una staffilata al Cremlino con una mossa a sorpresa: “Verrà anticipato di un’ora lo spegnimento degli impianti termici e della climatizzazione degli ambienti, con un taglio stimato dell’1,2 per cento dei consumi elettrici”. La decisione è arrivata oggi dal Collegio dei questori.
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Un colpo micidiale per la Russia di Putin

Questo audace provvedimento si aggiunge alla riduzione dell’orario di accensione del riscaldamento, alla sostituzione dei corpi illuminanti con quelli a led e all’aumento dei meccanismi di illuminazione automatica, che si attivano solo all’ingresso delle persone. La Camera sosterrà anche la campagna “M’illumino di meno”, promossa dalla trasmissione “Caterpillar”, di Radio2 Rai. Domani dalle 19 alle 22 resterà spenta l’illuminazione delle due facciate di Piazza Montecitorio e di Piazza del Parlamento e verrà ridotta quella dei corridoi e del Transatlantico. Insomma i nostri impavidi parlamentari resteranno esposti al freddo e al buio, come i più intrepidi condottieri delle epoche antiche, lotteranno contro il gelo per assicurare un colpo micidiale alla già compromessa economia russa.
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L’effetto delle sanzioni sulle famiglie europee

Tutte queste impavide iniziative arrivano proprio nel momento in cui l’Unione Europea, resasi conto dei nefasti effetti delle proprie politiche estere, chiama a raccolta tutta la cittadinanza per fare la propria parte nella riduzione del consumo energetico, in modo tale da ridurre l’inquisita dipendenza dal gas russo: «Anche i cittadini devono fare la loro parte per diminuire la dipendenza dell’Europa dal gas della Russia». Lo ha ribadito l’Alto rappresentante dell’Unione Europea per la Politica Estera, Josep Borrell, nel suo intervento in plenaria al Parlamento Europeo. «La Commissione europea con una nuova direttiva punta a tagliare di due terzi la nostra dipendenza dal gas russo, un obiettivo difficile ma realizzabile se davvero ci impegneremo», ha chiarito l’esponente. «Anche che i cittadini europei abbassino il riscaldamento nei loro appartamenti, e che tutti facciano uno sforzo individuale per cercare di ridurre il consumo di gas».
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Unione Europa, sanzioni e Seppuku

Al lettore più attento verrà in mente una clamorosa similitudine con un’antica ed inquietante tradizione giapponese. La politica estera dell’UE, infatti, sembra un vero e proprio “Seppuku” sul lato pratico. Sanzionare la Russia per poi costringere al razionamento energetico i propri cittadini, senza essersi minimamente preparati in anticipo nel sopperire alle carenze dettate dal blocco dell’importazione di gas, è una tattica degna dei migliori film di Quentin Tarantino. Da WikipediaSeppuku (切腹) è un termine giapponese che indica un antico rituale per il suicidio obbligatorio o volontario, privilegio esclusivo della casta dei samurai. Era il modo in cui il samurai evitava la pena capitale, manifestava cordoglio per la morte del proprio signore oppure protestava per un’ingiustizia subita.

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