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Dopo il green pass, arriva la terza dose di vaccino: chi dovrà farla e quando

Mentre in Italia il green pass diventa strumento determinante per poter avere una vita normale, con i diritti dei non vaccinati pubblicamente calpestati dal governo Draghi, al di là dei confini, negli Stati Uniti, si ragiona già sulla terza dose per una parte della popolazione. La conferma di come, al momento, i vaccini siano utili molto più alle casse delle multinazionali del settore, gonfiate a dismisura dal ricco business, che ai cittadini, alle prese piuttosto con una nuova impennata nei contagi determinata dalla variante Delta.

Secondo il New York Times, l’amministrazione Biden sarebbe sempre più convinta della necessità di una terza dose per le persone sopra i 65 anni o con un sistema immunitario compromesso. Una decisione figlia dell’ennesima conferma dei limiti dei vaccini: Pfizer e Moderna, infatti, risultano meno efficaci già dopo sei mesi dalla somministrazione. Il gruppo di esperti dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) ha così sollecitato una decisione rapida in merito, resentando all’Advisory committee on immunization practices della Food and drug administration (Fda) le ultime ricerche sul crescente rischio di contagio.

La paura dell’amministrazione americana è che questi soggetti, più fragili, possano ritrovarsi esposti all’infezione, con risultati che potrebbero essere drammatici visto che si parla comunque di oltre il 2,7% della popolazione. “Tutti i pazienti già vaccinati che ho ricoverato per Covid, ossia i casi in cui il Sars-Cov-2 ha ‘bucato’ l’immunizzazione, avevano un sistema immunitario indebolito” ha spiegato a tal proposito Todd Rice, direttore della Medicina di emergenza al Vanderbilt University medical center di Nashville.

Un problema che tiene banco anche in Italia, dove il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ha detto: “Ho già scritto alla direzione competente affinché sia valutata una terza dose di vaccino anti-Covid quanto prima, almeno per le categorie più fragili: credo che su questi soggetti si debba già procedere con una nuova iniezione”. Tra gli esperti del Cts si era già parlato, nelle scorse settimane, della possibilità già nel 2022 di introdurre una terza dose di vaccino, che a questo punto sembra sempre più imminente.

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