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“Dopo 2 anni di Covid, per i medici è peggio di prima”: l’emergenza senza fine della sanità

Pubblicato il 22/03/2022 11:58

L’emergenza Covid si sta finalmente allontanando alle spalle, sempre meno preoccupante. La crisi del nostro sistema sanitario, invece, resta, destinata a sopravvivere anche a questa assurda fase storica. Nel silenzio di una politica che continua a vessare gli italiani, con obblighi e restrizioni sempre in vigore, ma rifiuta categoricamente di rafforzare le nostre strutture. E così la testata Affari Italiani ha raccolto la testimonianza dell’imprenditore Andrea Pasini, che ha spiegato: “Nemmeno questi due anni trascorsi con il Covid-19 ci hanno aiutato a prendere coscienza delle falle del nostro sistema sanitario ed in particolare dell’importanza che avevano e hanno i medici di base”.

“Il numero di medici di base è sempre minore – ha spiegato Pasini – ed è diventato difficile trovare nuove leve che vadano a sostituire i medici in età pensionabile. Perché, vi starete chiedendo. La risposta è molto semplice: il lavoro è mal pagato e gli oneri burocratici sono infiniti. Un medico di base massimalista, ovvero che raggiunge il tetto massimo di 1.500 pazienti consentiti, prende 38 euro lordi a paziente all’anno per un totale di circa 4.750 euro lordi al mese, cui bisogna togliere il 20% di ritenuta d’acconto più un altro 20% di tasse. A questo bisogna sottrarre il costo dello studio:in sostanza guadagnano meno di 2000 euro al mese”.

Secondo Pasini “Questi professionisti devono assolvere a una mole di pratiche burocratiche che hanno ormai superato la parte clinica, cioè le segnalazioni all’Ats, la prenotazioni, i certificati, i portali da compilare, tutti compiti impossibili da svolgere durante l’orario di lavoro. Ci sono poi le telefonate, le mail e i messaggi Whatsapp dei pazienti cui rispondere. Una serie di azioni che per qualcuno che non fa nulla tutto il giorno sembrano di facile risoluzione ma che invece per chi conosce il lavoro e il sacrificio sono un impegno costante e faticoso. Un medico oggi va avanti quasi esclusivamente grazie alla passione che nutre per il suo lavoro e le persone che si è impegnato a curare. Oggi più che mai intraprendere questa professione ti porta a vivere più criticità che positività”

“A una campagna mediatica sfavorevole – è la conclusione dell’imprenditore – si aggiungono le informazioni errate in ambito burocratico e sanitario che ogni giorno devono interpretare. Parlo proprio di green pass e vaccini, due strumenti fondamentali su cui però si è indubbiamente creato un caos inaccettabile. Si creano delle false aspettative o idee sbagliate, su quelle che sono le competenze dei medici di base, che portano ad avere attriti con i pazienti. In buona sostanza vengono trattati come se fossero dei punti informazione. A Milano e provincia si registrano almeno due casi a settimana di aggressioni: fisiche e atti di vandalismo agli studi. Così anche gli esposti sono triplicati negli ultimi due anni arrivando alla cifra di 30 al giorno per 27000 medici tra Milano e provincia: si tratta di richieste di sanzioni disciplinari contro gli iscritti da parte dei pazienti. Due anni di pandemia hanno incrinato il rapporto medico-paziente invece che far riscoprire il vero valore di questi professionisti”.

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